Il Consiglio per la Pubblicità ha multato le aziende nei primi 9 mesi dell'anno: 187 milioni 456 mila TL...
Il Consiglio per la Pubblicità ha inflitto sanzioni amministrative per un totale di 187 milioni 456 mila 473 TL alle aziende nei primi 9 mesi dell'anno a causa di pubblicità ingannevoli e pratiche commerciali sleali. Nell'ambito della lotta contro le pratiche commerciali che traggono in inganno i consumatori, il Consiglio ha esaminato 144 fascicoli, determinando che 118 di essi violavano le normative e applicando le relative sanzioni.
Il Consiglio per la Pubblicità ha deciso di applicare sanzioni amministrative per un totale di 187 milioni 456 mila 473 lire alle aziende nei primi 9 mesi dell'anno a causa di pubblicità ingannevoli o pratiche commerciali sleali.
Nella dichiarazione rilasciata dal Ministero del Commercio, è stato riferito che, durante la riunione di settembre, il Consiglio ha adottato decisioni riguardanti numerose pubblicità e pratiche commerciali di natura ingannevole e fuorviante, discutendo inoltre i cosiddetti "dark patterns" (design commerciali oscuri), noti a livello mondiale come pratiche di progettazione commerciale ingannevole.
Nella dichiarazione, in cui si informa che 118 dei 144 fascicoli esaminati nella riunione di questo mese sono stati ritenuti contrari alla normativa, è stato precisato che è stata decisa l'applicazione di un ordine di cessazione e di sanzioni amministrative per un totale di 22 milioni 414 mila 861 lire per le suddette pubblicità e pratiche commerciali.
Nella nota si afferma che i "dark patterns" sono definiti come pratiche che si trovano solitamente nelle interfacce utente online e che ingannano, costringono o manipolano i consumatori, spingendoli spesso a compiere scelte che non sono nel loro miglior interesse.
'METODI COMMERCIALI FUORVIANTI CHE INFLUENZANO NEGATIVAMENTE LA VOLONTÀ DEL CONSUMATORE'
La dichiarazione sottolinea che, a seguito di un'indagine condotta tra il 29 gennaio e il 2 febbraio 2024 dalla Rete Internazionale per la Tutela e l'Applicazione dei Consumatori (ICPEN) in merito ai "dark patterns" nei servizi in abbonamento, con la partecipazione di 27 autorità di tutela dei consumatori di tutto il mondo, tra cui il Ministero, sono state avviate indagini d'ufficio e che in questa riunione sono state prese decisioni in merito alle pratiche relative ai servizi in abbonamento.
Nella dichiarazione, indicando che sono stati valutati elementi manipolatori come alcuni pacchetti di abbonamento presentati ai consumatori come pre-selezionati o servizi aggiuntivi ad essi collegati, e il fatto che nei contratti di adesione aggiornati l'opzione "accetta" sia più enfatizzata rispetto all'opzione "rifiuta", sono state utilizzate le seguenti espressioni:
"Inoltre, sono state discusse pratiche come l'utilizzo di design di interfaccia che rendono difficile per i consumatori completare l'acquisto senza passare a pacchetti di abbonamento superiori. Durante la riunione, è stato dichiarato che pratiche come l'enfasi sulla popolarità di determinati pacchetti di abbonamento senza specificare criteri trasparenti e dati numerici, e la richiesta obbligatoria dei dati del metodo di pagamento ai consumatori per offrire opportunità di prova gratuita, sono metodi commerciali fuorvianti che influenzano negativamente la volontà del consumatore. È stato deciso di applicare sanzioni amministrative alle aziende che utilizzano tali pratiche."
SANZIONE AMMINISTRATIVA DI 187 MILIONI 456 MILA 473 TL
Nella dichiarazione, in cui si osserva che le indagini del Consiglio per la Pubblicità sui "dark patterns" ingannevoli che i consumatori incontrano sui canali digitali in vari settori continuano, si legge: "Il Consiglio per la Pubblicità ha espresso pareri e valutazioni su un totale di 1340 fascicoli nei primi 9 mesi dell'anno. Per 1173 fascicoli, risultati essere pubblicità ingannevoli o pratiche commerciali sleali, oltre all'ordine di cessazione, sono state applicate sanzioni amministrative per un totale di 187 milioni 456 mila 473 lire."
Fonte della notizia: 12punto
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