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Aumentano le richieste di sussidi di disoccupazione negli USA!

La Federal Reserve (Fed) ha recentemente annunciato la propria politica sui tassi di interesse. Mentre i mercati si muovono in modo incerto a causa delle probabilità che la Fed inizi a tagliare i tassi più tardi del previsto, si attende che i dati sull'occupazione non agricola, che saranno annunciati oggi negli Stati Uniti, influenzino la direzione dei mercati.

Aumentano le richieste di sussidi di disoccupazione negli USA!

Sui mercati, l'incertezza riguardo alle politiche monetarie delle banche centrali continua a influenzare i prezzi degli asset.

Mentre i dati macroeconomici annunciati negli Stati Uniti continuano a fornire segnali contrastanti, le stime nei mercati monetari sulla possibilità che la Fed inizi a tagliare i tassi a marzo si attestano al 35%.

Secondo i dati annunciati ieri, l'indice dei responsabili degli acquisti (PMI) del settore manifatturiero dell'Institute for Supply Management (ISM) negli Stati Uniti si è attestato a 49,1 a gennaio, superando le aspettative del mercato.

AUMENTANO LE RICHIESTE DI SUSSIDI DI DISOCCUPAZIONE

Il numero di persone che hanno richiesto per la prima volta il sussidio di disoccupazione nel Paese è salito a 224 mila nella settimana terminata il 27 gennaio, superando le aspettative.

La produttività della forza lavoro non agricola negli Stati Uniti è aumentata del 3,2% nell'ultimo trimestre dello scorso anno rispetto al trimestre precedente, superando le previsioni.

Gli analisti, osservando che i segnali provenienti da tali dati indicano che l'economia continua a rimanere solida, hanno richiamato l'attenzione sull'importanza dei dati sull'occupazione che saranno annunciati oggi.

Gli analisti, sottolineando che si prevede che i dati sull'occupazione non agricola forniscano informazioni sullo stato del mercato del lavoro nell'economia statunitense, hanno ricordato che la Fed desidera un rallentamento della crescita dell'occupazione non agricola come risultato dei suoi sforzi per raffreddare l'economia.

Gli analisti hanno riferito che, dato che sui mercati si prevede un aumento dell'occupazione non agricola di 185 mila unità a gennaio, è probabile che la volatilità sui mercati aumenti con l'annuncio dei dati.

Mentre la tendenza all'acquisto sui mercati obbligazionari è proseguita per il quarto giorno di negoziazione consecutivo, gli analisti hanno osservato che il calo di 10 punti base del rendimento dei titoli di Stato decennali statunitensi di ieri è stato influenzato dalla possibilità che l'aumento delle richieste di sussidi di disoccupazione possa indicare un rallentamento del mercato del lavoro. Il rendimento dei titoli di Stato decennali statunitensi si è stabilizzato al 3,89% nel nuovo giorno, dopo aver testato il livello più basso di quest'anno al 3,81% ieri.

Il prezzo al barile del petrolio Brent, dopo essere diminuito del 2,4% mercoledì, è sceso di un ulteriore 2,2% ieri; tale andamento è stato influenzato dalle notizie secondo cui Israele e Hamas sarebbero vicini a un accordo per un cessate il fuoco.

Il prezzo dell'oro, supportato anche dal calo dei rendimenti obbligazionari, ha registrato la chiusura più alta dal 2 gennaio, attestandosi a 2.055,6 dollari.

D'altra parte, i ricavi dei giganti tecnologici statunitensi Apple sono aumentati del 2%, quelli di Meta del 25% e quelli di Amazon del 14%.

Ieri, alla borsa di New York, l'indice Nasdaq è salito dell'1,3%, l'indice S&P 500 dell'1,25% e l'indice Dow Jones dello 0,97%. I contratti futures sugli indici negli Stati Uniti hanno iniziato la nuova giornata in rialzo.



Fonte della notizia: 12punto

Fed disoccupazione