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Hilal Özdemir scrive: Da Pir Sultan Abdal a Balzac… La giustizia nella tela del ragno

In questi giorni in cui ci interroghiamo se la giustizia esista davvero e, se esiste, per chi operi, un antico dibattito torna alla ribalta grazie a un film: quella tela di ragno in cui i deboli rimangono impigliati e i forti riescono a passare attraverso.

Hilal Özdemir scrive: Da Pir Sultan Abdal a Balzac… La giustizia nella tela del ragno

-'Le leggi sono come le ragnatele; i deboli rimangono impigliati, i forti le attraversano.' – Balzac

-'In un sistema corrotto non ci sono ingranaggi sani' - Pir Sultan Abdal

L'agenda del nostro Paese è sempre più dominata, negli ultimi mesi, dall'asse della magistratura e, di conseguenza, della giustizia. Le operazioni scioccanti che si susseguono quasi ogni settimana e gli arresti che feriscono la coscienza pubblica minano la fiducia nel sistema giudiziario, intaccando al contempo il senso di giustizia.

Cerchiamo la magistratura all'interno del sistema, e la giustizia e la coscienza all'interno della magistratura.

Per questo motivo, questa settimana ho scelto un film che mette in discussione il concetto di giustizia.

Scritto e diretto da Selman Nacar, il film del 2023 "Tereddüt Çizgisi" (Linee di esitazione) interroga il concetto di "giustizia" in modo sorprendente.

I protagonisti del film sono Tülin Özer, Erdem Şenocak e Oğulcan Arman Uslu.

La storia si concentra sui dilemmi vissuti nel sistema giudiziario da Canan, un'avvocata che lavora a Uşak, mentre difende il suo cliente Musa, accusato di aver ucciso il proprio datore di lavoro. Canan, che di giorno lotta con i processi in tribunale, di sera veglia sulla madre in stato vegetativo.

Il giorno dell'udienza decisiva, Canan si trova a dover compiere una difficile scelta morale tra sua madre, il giudice, l'imputato e la propria coscienza.

Difendendo il suo cliente contro una famiglia potente, Canan sbatte contro i muri dell'ingiustizia. Il fatto che il figlio della vittima non venga chiamato a testimoniare, che le registrazioni delle telecamere del giorno dell'incidente vengano cancellate e che si cerchi di chiudere il caso addossando la colpa a una persona debole, mette a nudo il funzionamento del sistema.

Canan è un'avvocata che ha studiato all'estero e che, dopo aver lavorato a Istanbul, è tornata a Uşak. Tuttavia, i suoi colleghi e la procura le dicono che "sta cercando di applicare qui ciò che ha visto all'estero", pretendendo che si adegui al funzionamento della giustizia in Turchia.

Tanto che il semplice fatto che Canan difenda i diritti di persone deboli come Musa o che porti avanti un normale processo viene visto come un atto da "supereroe".

"Tereddüt Çizgisi" ricorda uno dei classici del cinema mondiale, "La parola ai giurati" (12 Angry Men). In quel film, il compito di provare l'innocenza di un giovane accusato di omicidio ricadeva sugli sforzi di uno dei 12 giurati. La giuria valutava tutte le possibilità per salvare il giovane "debole impigliato nella tela" di Balzac. In "Tereddüt Çizgisi", questo compito è affidato a Canan. Tuttavia, la lotta di Canan diventa più complessa e solitaria di fronte alla corruzione del sistema.

Una delle scene più sorprendenti del film è il crollo del soffitto nell'aula di tribunale. A causa di problemi fognari, i tubi scoppiano e il soffitto, non riuscendo a reggere il peso, crolla, simboleggiando l'ostruzione della giustizia. Le leggi bloccate dalla "mano" che si allunga dall'alto, con il sostegno di coloro che si sottomettono a questa mano, trascinano i processi in un vicolo cieco. La giustizia ostruita finisce, alla fine, per abbattersi sui più deboli.

Il titolo del film deriva dal termine medico legale "linea di esitazione". La linea di esitazione si riferisce ai tagli superficiali che una persona che si suicida lascia sul proprio corpo, provando con l'arma da taglio. La linea di esitazione di Canan è invece la decisione che deve prendere riguardo a sua madre. La decisione di staccare la spina alla madre in stato vegetativo e donarne gli organi non è solo una questione personale. I dilemmi che Canan vive a questo punto hanno il potenziale di influenzare il corso del processo.

"Tereddüt Çizgisi", con il suo finale aperto, lascia lo spettatore solo con i propri giudizi e, in realtà, con la propria coscienza. Questo film, che mette in discussione quanto sia possibile la giustizia e quanto il sistema possa cambiare, fa da specchio alla crisi della giustizia in Turchia. La lotta di Canan ricorda ancora una volta quanto sia difficile per i deboli liberarsi dalla tela.

Quando il film finisce, i rimbombi di un antico dibattito che va da Pir Sultan Abdal a Balzac continuano a risuonare nella nostra mente, nel nostro cuore e nella nostra coscienza.


Fonte della notizia: 12punto

Film Tereddüt Çizgisi