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Il TKP si rivolge al quartier generale della polizia di Vatan: 'Non ci piegheremo, liberate i nostri compagni!'

Dopo l'arresto di 9 membri del TKP che partecipavano alle proteste in corso da giorni, i militanti del TKP si sono recati davanti al quartier generale della polizia di Vatan per rilasciare una dichiarazione. Nella nota si legge: 'Un governo che non riesce a governare cerca di farlo attraverso l'aggressione, e questo è un crimine. Dichiariamo che non ci piegheremo. I nostri compagni devono essere rilasciati immediatamente'.

Nelle operazioni condotte questa mattina in relazione alle proteste che proseguono da 5 giorni in tutto il Paese, sono stati arrestati anche 9 membri del TKP. I membri del TKP, protestando contro gli arresti, si sono recati davanti alla Direzione della Polizia di Vatan per rilasciare una dichiarazione alla stampa. 

Senem Doruk İnam, membro del Comitato Centrale del Partito Comunista di Turchia (TKP), ha dichiarato: "Dichiariamo che continueremo la nostra lotta finché i nostri compagni non saranno rilasciati e che seguiremo da vicino il processo. Il Partito Comunista di Turchia continuerà ovunque e sempre la sua lotta per un ordine equo e giusto." 

İnam ha affermato quanto segue: 

"Questa mattina ci siamo svegliati di fronte all'illegalità del governo e ai suoi tentativi di piegare migliaia di persone che resistono e non si sottomettono. Non ne siamo più sorpresi. Ciò che sta accadendo in tutta la Turchia non ci stupisce più.

Il governo dell'AKP non riesce a governare e, man mano che perde il controllo, continua ad attaccare. Stanno attaccando il nostro diritto di voto universale, la nostra volontà, il nostro diritto di eleggere ed essere eletti. Poiché non riescono a governare, cercano di frenare la situazione attraverso l'aggressione. Cercano di costringerci a piegarci. Ma le migliaia di persone che da giorni resistono in tutta la Turchia, opponendosi all'usurpazione del diritto di eleggere ed essere eletti e all'usurpazione del diritto di voto universale, hanno dimostrato che non si piegheranno e che si oppongono a questa incapacità di governare. Il Partito Comunista di Turchia ha sempre lottato senza mai stancarsi contro le ingiustizie e le illegalità. E continuerà a lottare. 

Questi arresti e i tentativi di illegalità non ci faranno mai e poi mai rinunciare alla lotta. Lo dichiariamo da qui. Protestare, scendere in piazza, cercare i propri diritti, difendere il diritto di eleggere ed essere eletti non è un crimine. Il vero crimine è cercare di impedirlo. È processarlo. È arrestare le persone per questo. 

'NON CI PIEGHEREMO'

L'articolo 34 della Costituzione afferma che 'Ognuno ha il diritto di manifestare senza permesso, in modo pacifico e senza armi', e oggi, sì, i nostri compagni sono sotto processo e in stato di fermo proprio perché hanno tenuto una manifestazione pacifica e senza armi, perché si sono opposti alle ingiustizie e alle illegalità.

Noi non lo permetteremo. Il Partito Comunista di Turchia ha sempre intensificato la sua lotta contro le ingiustizie e le illegalità. Non si è piegato. Sarà così anche in futuro. Chiediamo che il governo dell'AKP, la Prefettura e la Polizia di Istanbul pongano fine immediatamente alle loro pratiche arbitrarie e rilascino i nostri compagni. Noi continueremo a non piegarci. Continueremo a difendere il nostro diritto di voto universale.

Dichiariamo che continueremo la nostra lotta finché i nostri compagni non saranno rilasciati e che seguiremo da vicino il processo. Il Partito Comunista di Turchia continuerà ovunque e sempre la sua lotta per un ordine equo e giusto."

Fonte della notizia : 12punto