Bloccano la strada del porto per protestare contro l'azienda che trasporta merci in Israele: si formano lunghe code
Al porto di Ambarlı a Beylikdüzü, un gruppo di cittadini ha creato una barricata e bloccato la strada per protestare contro un'azienda che commercia con Israele. Si è formata una lunga coda di tir lungo la strada.
Un gruppo di cittadini, riunitosi per protestare contro gli attacchi di Israele alla Palestina, ha interrotto e bloccato la strada del porto di Ambarlı a Beylikdüzü, impedendo il passaggio ai container che trasportavano materiali verso Israele.
Un gruppo, organizzato tramite i social media, si è radunato sulla strada di Ambarlı.
La folla, bloccando la strada, non ha permesso il passaggio dei tir che recavano il nome dell'azienda che trasporta merci in Israele. A causa della protesta si è formata una lunga coda di tir.
Sono state inviate squadre di polizia per riaprire la strada.
Dopo gli avvertimenti delle squadre di polizia giunte sul posto in seguito alla segnalazione dell'evento, la strada è stata riaperta dopo 3 ore, una volta che il gruppo si è disperso.
MINISTRO BOLAT: L'EXPORT E L'IMPORT CON ISRAELE SONO STATI INTERROTTI IL 2 MAGGIO 2024
Ore prima della protesta dei cittadini, il Ministro del Commercio Ömer Bolat aveva rilasciato una dichiarazione sul suo account social, annunciando che tutte le relazioni commerciali con Israele erano state interrotte a partire dal 2 maggio.
Il Ministro del Commercio Ömer Bolat, nella dichiarazione rilasciata sul suo account social, ha riportato la situazione attuale riguardante il commercio della Turchia con Israele. Il Ministro Bolat ha dichiarato che le operazioni di esportazione e importazione con Israele sono state completamente interrotte a partire dal 2 maggio 2024. Bolat ha affermato: "Da questa data in poi, non vi è alcuna dichiarazione doganale registrata nel nostro Paese per l'esportazione verso o l'importazione da Israele. Allo stesso modo, non avviene alcuna spedizione da Israele verso il nostro Paese. Il nostro sistema doganale è completamente chiuso al commercio con Israele".
PROCESSO DI FORNITURA VERSO LA PALESTINA
Il Ministro Bolat, nel prosieguo della sua dichiarazione, ha fornito informazioni anche in merito alla fornitura dei prodotti necessari alla Palestina, che conta circa 6 milioni di abitanti tra Cisgiordania, Gerusalemme Est e Gaza, in linea con la decisione presa il 2 maggio 2024. Ha sottolineato che, su richiesta del Ministero dell'Economia Nazionale Palestinese, l'esportazione sarà consentita solo se verrà confermato che "la destinazione è la Palestina e l'acquirente è un importatore palestinese".
RELAZIONI TURCHIA-PALESTINA
Il Ministro, condividendo i dati commerciali della Turchia con la Palestina, ha dichiarato che nel 2022 circa il 25% delle importazioni annuali totali della Palestina proveniva dalla Turchia. Ha affermato che nel 2024 le esportazioni verso la Palestina hanno iniziato a essere registrate nel sistema statistico con un proprio codice. Ha spiegato che il meccanismo commerciale stabilito tra la Turchia e la Palestina viene attuato attraverso la presentazione di domande da parte degli importatori palestinesi per ogni singola spedizione e lo svolgimento del processo di conferma in ambiente elettronico.
SOSTEGNO AL POPOLO PALESTINESE
Il Ministro Bolat ha dichiarato che il Paese continuerà a soddisfare le esigenze del popolo palestinese e a fornire sostegno economico alla giusta causa della Palestina attraverso questo meccanismo. Ha concluso dicendo: "Con il sistema istituito, sono stati compiuti passi che rafforzeranno le relazioni commerciali sia degli importatori palestinesi che della Turchia".
Fonte della notizia : İHA
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