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Ultim'ora: Respinta ancora una volta la richiesta di scarcerazione di Tayfun Kahraman

La richiesta di scarcerazione dell'urbanista Tayfun Kahraman, detenuto nell'ambito del processo Gezi, è stata respinta anche dalla 14ª Corte d'Assise.

Ultim'ora: Respinta ancora una volta la richiesta di scarcerazione di Tayfun Kahraman

È arrivata ancora una volta una risposta negativa alla richiesta di scarcerazione presentata per l'urbanista Tayfun Kahraman, condannato nel processo Gezi Park e detenuto nel carcere di Silivri.

La moglie di Kahraman, Meriç Demir Kahraman, ha annunciato che il ricorso di 32 pagine presentato contro la decisione della 13ª Corte d'Assise è stato respinto anche dalla 14ª Corte d'Assise.

Ecco il testo completo della dichiarazione rilasciata da Meriç Demir Kahraman sul suo account X:

"Oggi vado a Silivri per la 186ª volta insieme a Vera per vedere Tayfun per un'ora dietro un vetro.

Oggi è diverso dagli altri giorni, dalle nostre visite precedenti. 

Il nostro ricorso di 32 pagine contro la decisione della 13ª Corte d'Assise è stato respinto in due righe dalla 14ª Corte d'Assise, nel mezzo di un'agenda fitta di impegni.

Per anni ho spiegato e documentato a tutta l'opinione pubblica che Tayfun non ha nulla a che fare con la forza e la violenza, e ho documentato la nostra innocenza.

Anche la Corte Costituzionale ha confermato e documentato legalmente questa verità.

Nel nostro Paese è in vigore la nostra Costituzione, che protegge l'esistenza e la sopravvivenza del nostro Stato; le decisioni prese nel merito dalla Corte Costituzionale non sono aperte a discussioni tecniche o politiche.

La situazione emersa nella fase attuale va ben oltre la nostra famiglia e l'innocenza di Tayfun; riguarda le garanzie costituzionali di ogni individuo nel nostro Paese. 

Con tutta la nostra sincerità, proviamo una profonda tristezza sia per ciò che abbiamo vissuto sia per essere diventati oggetto di questa situazione.

Pertanto, a partire da oggi, pongo fine alla nostra comunicazione settimanale che porto avanti da 44 mesi.

Non siamo arrivati al punto in cui le parole finiscono, le parole non finiscono mai.

Tuttavia, da oggi in poi, ciò che condividerò sarà al massimo simile all'album fotografico di una famiglia qualunque. 

Da oggi in poi, la parola spetta ai giuristi e ai politici riguardo alle possibilità future.

Con gratitudine verso tutti coloro che hanno portato acqua insieme a noi per spegnere questo incendio che ha colpito la nostra casa…

Che Dio non costringa nessuno a dover difendere la propria innocenza."



Fonte della notizia: 12punto

Tayfun Kahraman