Truffa da 30 milioni di lire turche con la promessa di "investimenti dai social media"
Otto delle 10 persone identificate per aver truffato 34 persone in 18 province, sottraendo loro 30 milioni di lire turche con la promessa di guadagni facili tramite investimenti pubblicizzati sui social media, sono state arrestate.
Secondo le informazioni ottenute, le squadre della Direzione per la lotta contro i crimini informatici e della Direzione dell'intelligence della Questura di Karabük hanno avviato un'indagine in seguito alla denuncia di un cittadino, il quale sosteneva di essere stato truffato per 360 mila lire turche dopo essere stato contattato tramite social media da persone che promettevano "guadagni tramite investimenti", comunicando poi con lui via WhatsApp e Telegram in seguito a un annuncio pubblicitario.
DOPO L'INTERROGATORIO SONO STATI TRASFERITI IN TRIBUNALE
A seguito di un'indagine tecnica pianificata durata 9 mesi, condotta congiuntamente dalle Direzioni per la lotta contro i crimini informatici e dell'intelligence, è emerso che i sospettati pubblicizzavano la possibilità di guadagnare investendo sui social media, per poi contattare le vittime tramite applicazioni come WhatsApp e Telegram. È stato inoltre accertato che i proventi illeciti ottenuti con questo metodo venivano riciclati attraverso l'acquisto di asset crittografici su exchange di criptovalute.
Dopo 9 mesi di indagini tecniche pianificate, le squadre della Questura di Karabük hanno condotto un'operazione simultanea nelle province di Karabük, Ankara e Adana per catturare i 10 sospettati identificati. Nell'ambito dell'operazione, 5 persone sono state fermate ad Adana e 2 ad Ankara, mentre è stato accertato che una persona si trovava all'estero e altre 2 erano già in carcere.
È stato determinato che i sospettati, utilizzando questo metodo, hanno truffato un totale di 34 persone in 18 province, inclusa Karabük, ottenendo un guadagno illecito di circa 30 milioni di lire turche. Una persona, portata alla Questura di Karabük per l'interrogatorio, è stata rilasciata dopo aver reso la propria deposizione, mentre altre 6 sono state trasferite in tribunale al termine degli interrogatori.
Le 6 persone, dopo essere state ascoltate dalla Procura, sono state rinviate a giudizio con richiesta di arresto per il reato di "truffa mediante l'uso di sistemi informatici, istituti bancari o di credito (art. 158/1-f del Codice Penale turco)" e, in seguito alla decisione del tribunale, sono state arrestate e condotte nel carcere chiuso di tipo T di Karabük.
Fonte della notizia: İHA
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