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Tradito da un tatuaggio, smascherato dall'intelligenza artificiale: arrestato un latitante condannato a 19 anni

A Mecidiyeköy, nel distretto di Şişli, un uomo è riuscito a circolare per anni senza essere catturato grazie a un documento d'identità falso creato con l'intelligenza artificiale. A far scattare i controlli della polizia è stato un dettaglio: il nome tatuato sulla mano della compagna. Dopo un inseguimento di un chilometro, è emerso che il sospettato doveva scontare una pena definitiva di 19 anni e 10 giorni di reclusione.

Tradito da un tatuaggio, smascherato dall'intelligenza artificiale: arrestato un latitante condannato a 19 anni

L'episodio è avvenuto venerdì 13 febbraio, intorno alle 17:15, nel quartiere di Mecidiyeköy, nel distretto di Şişli a Istanbul, quando le squadre di sicurezza della regione B, appartenenti al Dipartimento delle squadre di sicurezza della Direzione di polizia di Istanbul, hanno fermato una coppia che aveva destato sospetti.

FERMATO AL CONTROLLO CON UN DOCUMENTO FALSO

Durante il controllo dell'identità, il sospettato ha esibito un documento falso intestato ad Abdülhamit K. (18 anni). In una prima verifica, non sono state riscontrate irregolarità nel documento.

Tuttavia, uno degli agenti di polizia che effettuava il controllo ha ricordato di aver controllato la stessa persona circa un anno e mezzo prima a Galata. L'agente ha rammentato che le informazioni anagrafiche di allora erano diverse da quelle riportate sul documento attuale.

IL DETTAGLIO DEL TATUAGGIO HA AUMENTATO I SOSPETTI

Durante il controllo, il tatuaggio sulla mano della compagna del sospettato ha attirato l'attenzione dell'agente. È emerso che il nome scritto sul tatuaggio non corrispondeva a quello riportato sul documento esibito. Mentre la polizia cercava di chiarire la situazione, il sospettato ha iniziato improvvisamente a scappare.

Dopo un inseguimento durato circa un chilometro, è stato bloccato e arrestato dalle squadre di sicurezza.

AVEVA CREATO LA FOTO CON L'INTELLIGENZA ARTIFICIALE

Dalle indagini è emerso che il sospettato aveva utilizzato un programma di intelligenza artificiale per fondere il proprio volto con quello di un parente, creando così una nuova foto da utilizzare sul documento. Con questo metodo, utilizzando i dati anagrafici del parente, era riuscito a ottenere un documento d'identità falso presso l'Ufficio Anagrafe.

È stato accertato che il suo vero nome era Muhammed A. e che su di lui pendeva una condanna definitiva a 19 anni e 10 giorni di reclusione per il reato di "furto".

CIRCOLAVA DA ANNI SENZA ESSERE CATTURATO

Le squadre di polizia hanno effettuato verifiche anche nei database dei sistemi giudiziari e di polizia. È emerso che la foto creata con l'intelligenza artificiale era stata inserita nei registri ufficiali, rendendo difficile l'identificazione del sospettato durante i controlli di routine.

È stato accertato che, grazie a questo metodo, il sospettato era riuscito a sfuggire ai controlli di polizia per anni.

ARRESTATO

Al termine delle procedure in centrale, nei confronti di Muhammed A. è stata avviata un'azione legale anche per i reati di "utilizzo di dati identificativi altrui" e "falsa dichiarazione".

Il sospettato, trasferito in tribunale, è stato arrestato dal giudice competente.

I momenti della fuga del sospettato sono stati ripresi anche dalle telecamere di sicurezza. Le immagini mostrano le squadre di sicurezza che inseguono il sospettato per un lungo tratto e il momento in cui, al termine dell'inseguimento, viene catturato.

“IL REALISMO DELL'INTELLIGENZA ARTIFICIALE HA SUPERATO I LIMITI”

Commentando la vicenda, l'esperto di sicurezza informatica Osman Demircan ha richiamato l'attenzione sul livello raggiunto dall'intelligenza artificiale.

Demircan ha spiegato che oggi è possibile eludere i sistemi di riconoscimento facciale fondendo la foto di una persona con quella di un'altra, sottolineando che l'intelligenza artificiale è in grado di produrre immagini con la qualità di una foto biometrica. Ha affermato che, se queste foto vengono presentate agli enti competenti, possono essere utilizzate senza essere messe in discussione, data la loro estrema somiglianza con la realtà.

Ha sottolineato come, in questo caso, si sia visto chiaramente l'uso dell'intelligenza artificiale da parte di un ricercato per sfuggire ai sistemi di riconoscimento facciale.

“LA FOTO DEVE ESSERE SCATTATA ALL'INTERNO DELL'ENTE”

Demircan ha indicato la necessità di adottare alcune misure per prevenire l'uso improprio dell'intelligenza artificiale. Ha suggerito che, per le richieste di documenti d'identità, la foto dovrebbe essere scattata direttamente all'interno dell'ente competente, utilizzando dispositivi biometrici, per prevenire le falsificazioni.

Affermando che nei prossimi anni potrebbero emergere versioni video e contenuti falsi di livello ancora più avanzato, Demircan ha avvertito che diventerà difficile distinguere tali contenuti dalla realtà. Ha aggiunto che, con piccoli accorgimenti, si può impedire ai criminali di sfuggire alle forze dell'ordine e ai sistemi di riconoscimento facciale.

“POSSONO ESSERE CREATE CON SEMPLICI COMANDI”

Demircan ha precisato che le piattaforme di intelligenza artificiale accessibili a tutti sono in grado di unire due foto per creare un'unica immagine ad alta risoluzione e di qualità. Ha affermato che tali foto possono essere prodotte con semplici comandi e possono essere in grado di eludere i sistemi di riconoscimento facciale.


Fonte della notizia: 12punto