Terzo giorno del processo all'"organizzazione criminale di Aziz İhsan Aktaş": il presidente della corte usa la stessa analogia di Akın Gürlek
Nel terzo giorno del processo all'"organizzazione criminale di Aziz İhsan Aktaş", in corso a Silivri, hanno destato attenzione le parole del presidente della corte: "Esaminiamo questo fascicolo con la precisione di un gioielliere". La stessa espressione era stata utilizzata in precedenza dal procuratore capo di Istanbul, Akın Gürlek, in riferimento all'atto d'accusa contro la municipalità metropolitana di Istanbul (İBB).
Nel processo all'"organizzazione criminale di Aziz İhsan Aktaş", che vede imputate complessivamente 200 persone, tra cui 7 sindaci del CHP di cui 5 in custodia cautelare, il primo grado di giudizio prosegue nel suo terzo giorno.
Nell'udienza iniziata il 27 gennaio presso l'aula 1 del carcere di Marmara a Silivri, oggi verranno ascoltate le difese degli imputati detenuti legati alla Beltaş A.Ş. e alle municipalità di Avcılar ed Esenyurt.
Tra coloro che presenteranno la propria difesa figurano Önder Gedik, detenuto per il caso BELTAŞ, e il sindaco di Avcılar, Utku Caner Çaykara, anch'egli in custodia cautelare.
L'udienza è seguita dai familiari degli imputati, oltre che dal vicepresidente del CHP Gül Çiftci, dal presidente del CHP per la provincia di Istanbul Özgür Çelik, dal deputato del CHP Mahmut Tanal e da alcuni esponenti del partito.
Al momento dell'ingresso in aula degli imputati detenuti, a causa degli avvertimenti precedentemente impartiti, il pubblico ha salutato i sindaci sotto processo in silenzio, agitando le mani.
IL PRESIDENTE DELLA CORTE: ESAMINIAMO QUESTO FASCICOLO CON LA PRECISIONE DI UN GIOIELLIERE
Prima di passare alle difese, il presidente della corte ha rilasciato una dichiarazione in merito alla polemica sul "divieto di accesso al pubblico" avvenuta ieri. Sottolineando l'obiettivo di garantire un corretto svolgimento del processo, il presidente ha affermato: "Per noi questo fascicolo non è diverso dagli altri. Esaminiamo anche questo fascicolo con la precisione di un gioielliere". Gli avvocati hanno invece espresso disappunto per l'inizio ritardato dell'udienza.
ANCHE AKIN GÜRLEK AVEVA PARLATO DI 'PRECISIONE DI UN GIOIELLIERE'
L'analogia della "precisione di un gioielliere" utilizzata dal presidente della corte era stata impiegata anche dal procuratore capo di Istanbul, Akın Gürlek. In occasione dell'inaugurazione dell'anno giudiziario, Gürlek aveva dichiarato ai giornalisti in merito all'atto d'accusa contro l'İBB: "Lo esaminiamo con la precisione di un gioielliere".
Nella sessione di ieri sono state ascoltate le difese di 6 imputati detenuti. Nel terzo giorno, si è passati alla difesa di Önder Gedik, presidente della Beltaş İşletmecilik della municipalità di Beşiktaş, arrestato il 17 gennaio 2025 e sotto processo con le accuse di "falsificazione di documenti ufficiali" e "frode ai danni di enti e istituzioni pubbliche".
COSA È SUCCESSO NEI PRIMI 2 GIORNI
Nel primo giorno del processo è stata effettuata l'identificazione degli imputati. Diverse richieste avanzate dai sindaci e dai loro avvocati sono state respinte dalla corte.
Il secondo giorno si è passati alla fase delle difese e 6 persone, tra cui tre sindaci, hanno reso le proprie dichiarazioni.
Al termine della sessione, si è creata incertezza riguardo all'ammissione del pubblico. Il presidente della corte ha annunciato che, a causa della diffusione sui social media di numerose immagini provenienti dall'aula, oggi non sarebbe stato consentito l'accesso al pubblico. Il presidente del CHP per la provincia di Istanbul, Özgür Çelik, e il deputato del CHP Ali Gökçek si sono avvicinati al collegio giudicante, dichiarando che avrebbero adottato tutte le misure necessarie per evitare la fuoriuscita di immagini dall'aula.
Il presidente della corte ha sottolineato che, in caso di pubblicazione di foto o video sui media durante l'udienza odierna, la decisione di non ammettere il pubblico verrebbe applicata in modo rigoroso.
Ha inoltre precisato che, in caso di ulteriore condivisione di registrazioni, verrà presentata una denuncia penale nello stesso giorno.
Dopo la conclusione dell'udienza di ieri, la Procura della Repubblica di Bakırköy ha annunciato l'apertura di un'indagine sulla diffusione delle immagini.
LE PENE RICHIESTE
Nell'atto d'accusa di 578 pagine, per il sindaco di Beşiktaş in custodia cautelare, Rıza Akpolat, viene richiesta una pena detentiva da 133 a 337 anni con le accuse di "associazione a delinquere", "turbativa d'asta", "falsificazione di documenti ufficiali", "falsificazione di documenti privati", "frode ai danni di enti e istituzioni pubbliche", "corruzione", "riciclaggio di beni provenienti da reato" e "arricchimento illecito".
Per il sindaco di Avcılar in custodia cautelare, Utku Caner Çaykara, viene richiesta una pena da 5 a 15 anni per "turbativa d'asta" e "corruzione", mentre per il sindaco di Esenyurt, Ahmet Özer, che è stato scarcerato, viene richiesta una pena da 3 a 9 anni per "turbativa d'asta" e "falsificazione di documenti privati".
Per la sindaca di Seyhan, Oya Tekin, il sindaco di Ceyhan, Kadir Aydar, il sindaco della municipalità metropolitana di Adana, Zeydan Karalar, e il sindaco di Adıyaman, Abdurrahman Tutdere (scarcerato e reintegrato nelle sue funzioni), viene richiesta una pena da 4 a 12 anni ciascuno per il reato di "corruzione".
Mentre 5 sindaci accusati di vari reati nell'atto d'accusa si trovano in carcere, Aziz İhsan Aktaş, indicato come il "capo dell'organizzazione criminale" e per il quale viene richiesta una pena fino a 450 anni, è sotto processo a piede libero.
Fonte della notizia: 12punto
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