Terzo giorno del processo alla "banda dei neonati": gli imputati presentano le loro difese
È iniziato il terzo giorno della terza udienza del processo a carico di 46 imputati, di cui 25 in custodia cautelare, accusati di aver ottenuto profitti illeciti trasferendo neonati nelle unità di terapia intensiva di ospedali privati e di aver causato la morte di alcuni di loro a Istanbul. Proseguono le dichiarazioni degli avvocati difensori.
È iniziato il terzo giorno della terza udienza del processo avviato con l'accusa di aver ottenuto profitti illeciti indirizzando neonati verso le unità di terapia intensiva di determinati ospedali privati a Istanbul e di aver causato la morte dei piccoli a seguito di interventi medici negligenti.
Al processo, che si tiene presso la sala conferenze del Palazzo di Giustizia di Bakırköy a causa dell'insufficienza di spazio nelle aule della 22ª Corte d'Assise, hanno partecipato 25 imputati detenuti, tra cui Fırat Sarı, presunto leader dell'organizzazione criminale, alcuni imputati a piede libero, le parti lese e gli avvocati.
PROSEGUONO LE DIFESE DEGLI IMPUTATI
Nell'udienza, iniziata alle 10:40 con l'appello degli imputati, gli avvocati difensori continuano a esporre le difese dei propri assistiti. Nelle precedenti udienze del processo, era stato annunciato che l'imputato detenuto, il medico İlker Gönen, si era tolto la vita in carcere.
D'altra parte, era stato reso noto che ad alcuni medici sotto processo era stata inflitta l'interdizione dalla professione per 3 anni. L'imputato Mehmet Gürül, nella sua deposizione davanti alla corte, ha respinto le accuse affermando: "Questi uomini sono persone ingenue e gentili. Come possono essere leader di un'organizzazione criminale?".
Mentre si attende l'emergere di nuove prove nelle prossime udienze, si prevede che la corte passerà alla fase decisionale una volta completate le difese degli imputati.
COSA ERA SUCCESSO?
Nell'atto d'accusa di 1399 pagine preparato dalla Procura della Repubblica di Bakırköy, si afferma che l'organizzazione criminale, guidata dal medico imputato Fırat Sarı, era gestita dal medico İlker Gönen e dall'autista di ambulanze del Centro di Chiamata d'Emergenza 112, Gıyasettin Mert Özdemir.
Nell'atto d'accusa si rileva che l'obiettivo principale dell'organizzazione criminale era quello di eliminare il sistema di trasferimento 112 per le unità di terapia intensiva neonatale di cui avevano assunto la gestione, garantendone la piena occupazione, manipolando i livelli di gravità dei pazienti per ottenere rimborsi massimi dall'Istituto di Previdenza Sociale (SGK).
L'atto d'accusa sostiene che gli imputati abbiano fatto apparire le condizioni dei neonati più gravi di quanto fossero in realtà, garantendo ricoveri più lunghi del necessario, incassando così somme elevate dal SGK e richiedendo denaro extra ad alcuni familiari dei pazienti.
Si riferisce inoltre che i neonati non venivano trasferiti negli ospedali in grado di fornire cure adeguate, ma venivano ricoverati in strutture scelte dagli indagati perché considerate redditizie per l'organizzazione, e che gran parte dei profitti veniva spartita tra gli imputati membri dell'organizzazione, che erano operatori sanitari.
L'atto d'accusa sostiene che l'obiettivo principale non fosse il miglioramento della salute dei neonati, bensì il massimo guadagno economico.
RICHIESTE DI CONDANNA
Nell'atto d'accusa, per gli imputati Fırat Sarı e İlker Gönen viene richiesta una pena detentiva che va da 177 anni e 6 mesi a 582 anni e 9 mesi ciascuno, per i reati di "omicidio colposo mediante omissione" per la morte di 10 neonati, "frode qualificata", "costituzione di organizzazione a delinquere" e "falsificazione di documenti ufficiali" (quest'ultimo contestato 11 volte).
Per l'imputato Gıyasettin Mert Özdemir viene richiesta una pena da 180 a 589 anni e 9 mesi di reclusione per i reati di "omicidio colposo mediante omissione", "acquisizione illecita di dati personali", "frode ai danni di enti e istituzioni pubbliche", "costituzione di organizzazione a delinquere" e "falsificazione di documenti ufficiali". Pene detentive simili sono previste per altri 44 imputati, di cui 8 donne.
Nell'atto d'accusa si richiede inoltre l'applicazione di misure di sicurezza specifiche per le persone giuridiche nei confronti degli ospedali e delle aziende responsabili che hanno ottenuto vantaggi economici commettendo il reato di "frode", con la conseguente chiusura delle strutture e la confisca dei beni.
Nell'ambito dell'indagine, sono state revocate le licenze a 9 ospedali a Istanbul e a 1 a Tekirdağ Çorlu, e i neonati e i pazienti ricoverati in tali strutture sono stati trasferiti in ospedali pubblici tramite ambulanze.
D'altra parte, erano stati arrestati anche coloro che avevano minacciato di morte nel suo ufficio il procuratore della Repubblica di Büyükçekmece, Yavuz Engin, che conduceva le indagini sulla "banda dei neonati".
Fonte della notizia: 12punto
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