Sviluppi nel processo per il nightclub di Beşiktaş: scarcerazione, 29 morti
Nel processo che vede imputate 9 persone per l'incendio avvenuto il 2 aprile 2024 in un nightclub in ristrutturazione a Beşiktaş, che ha causato la morte di 29 persone, la corte ha disposto la scarcerazione dell'imputato İsmet Şen.
Nell'incidente avvenuto il 2 aprile 2024 a Gayrettepe, Beşiktaş, era scoppiato un incendio mentre erano in corso lavori di ristrutturazione in un nightclub situato ai piani -1 e -2 di un edificio di 16 piani.
Nell'incendio hanno perso la vita 29 persone. Nell'atto d'accusa preparato in merito all'evento, è stata richiesta per i 9 imputati una condanna fino a 22 anni e 6 mesi di reclusione per il reato di 'aver causato la morte di più persone per colpa cosciente'.
Nell'ambito dell'inchiesta, il processo agli imputati si è tenuto presso la 33ª Corte d'Assise di Istanbul, nell'aula situata all'interno del complesso degli istituti penitenziari di Marmara, alla presenza di 5 imputati detenuti, alcuni imputati a piede libero e dei loro avvocati.
PREPARATA UNA PERIZIA DI 53 PAGINE
Durante l'udienza, è stata aggiunta al fascicolo processuale la perizia redatta da un collegio di 4 esperti sul nightclub teatro dell'incendio. Nel rapporto di 53 pagine si afferma che nella struttura in cui si trovava l'attività non vi erano modifiche rispetto al progetto approvato e che il sistema portante dell'edificio era conforme al progetto; tuttavia, durante l'ispezione sul luogo dell'evento, è emerso che le sezioni che nel progetto erano destinate a scala di emergenza erano state chiuse. Il rapporto indica che il locale in questione aveva una superficie maggiore rispetto ad altri club simili a Istanbul e che i materiali isolanti e i sistemi di insonorizzazione utilizzati su pavimenti, pareti e soffitti hanno sprigionato fumi tossici a causa delle scintille prodotte durante le operazioni di saldatura, portando al decesso di operai e dipendenti per inalazione di tali gas.
LA LICENZA DI ESERCIZIO È STATA RILASCIATA SENZA IL RAPPORTO ANTINCENDIO
Nella perizia preparata dagli esperti, si riferisce che il locale aveva ottenuto una licenza dalla Direzione Licenze e Ispezioni del Comune di Beşiktaş il 7 novembre 2006 sulla base del 'Rapporto di ispezione relativo ai luoghi di lavoro esaminati sotto il profilo antincendio', ma che successivamente la licenza di esercizio e di apertura è stata rilasciata senza acquisire il rapporto antincendio dei vigili del fuoco e senza che venisse effettuata alcuna ispezione o controllo sul posto. Il rapporto precisa che l'11 agosto 2020 il Comune di Beşiktaş ha rilasciato la licenza pertinente per un'area di 500 metri quadrati in conformità con le disposizioni del Regolamento sulle licenze di apertura e funzionamento delle attività commerciali, e che non è stata ottenuta alcuna autorizzazione o documento per la ristrutturazione effettuata prima dell'incendio.
Il rapporto indica come colpevoli principali i proprietari dell'attività Şahzade Şekergümüş, Mehmet Menduh Ceylan, Fatma Dörtgül, l'esperto di sicurezza sul lavoro Kadircan Gülhan, nonché i funzionari che hanno approvato e firmato le licenze di apertura e funzionamento il 4 novembre 2018 e l'11 agosto 2020, ovvero Lalehan Taşdelen, Feridun Tayfun Erelmas, il Direttore Licenze e Ispezioni del Comune di Beşiktaş Uğur Türkyılmaz, l'allora vicesindaco e sindaco facente funzione Yasemin Saral e Ali Rıza Yılmaz. Uğur Türkyılmaz, l'allora vicesindaco e sindaco facente funzione di Beşiktaş Ahmet Mithat Şeker e il capo dell'ufficio licenze Nilüfer Oğuz sono stati indicati come colpevoli secondari.
DISPOSTA LA SCARCERAZIONE DI UN IMPUTATO
Dopo aver ascoltato le difese e le dichiarazioni, il collegio giudicante ha annunciato la decisione interlocutoria, disponendo la scarcerazione dell'imputato detenuto İsmet Şen e rinviando l'udienza per completare le indagini mancanti.
DALL'ATTO D'ACCUSA
Nell'atto d'accusa preparato dalla Procura della Repubblica di Istanbul, 29 persone figuravano come 'vittime', 27 come 'querelanti' e 9 come 'indagati'. Nell'atto d'accusa, in cui si menzionano le lesioni riportate dal querelante-indagato Ercan Erkan, dal querelante Usamettin Yıldırım, rimasto intossicato dal fumo, e da Gülden Taşpınar, si afferma che, a seguito del lavoro svolto dalla procura e dal collegio di esperti sul luogo, i proprietari dell'attività sono gli indagati Şahzade Şekergümüş, Fatma Dörtgül e Mehmet Memduh Ceylan, il direttore responsabile è l'indagato İsmet Şen, mentre gli addetti ai lavori in metallo per la ristrutturazione sono gli indagati Çağatay Altunel e Kahraman Erdem.
Nell'atto d'accusa si riferisce che Dursun Çelik e Sibel Çelik sono i proprietari dell'azienda che ha installato il palco con ascensore e supporto idraulico presente nel locale, mentre İbrahim Bildirici è stato identificato come il responsabile dei lavori di ristrutturazione e riparazione dell'attività. Nell'atto d'accusa, che include anche il rapporto sull'incendio, si nota che durante l'ispezione effettuata dopo lo spegnimento delle fiamme, a circa 15 metri dall'ingresso della zona di accettazione merci, si sono riscontrati gravi danni e deformazioni dovuti alla combustione; in quest'area sono stati rinvenuti utensili elettrici utilizzati per la ristrutturazione, come una saldatrice elettrica e una troncatrice per metalli collegate alla presa di corrente, oltre a numerose bombole di ossigeno di tipo industriale.
Nell'atto d'accusa si afferma che l'incendio è divampato quando le scintille prodotte dalla saldatrice elettrica durante i lavori hanno innescato materiali facilmente infiammabili come isolanti, insonorizzazioni e rivestimenti, propagandosi rapidamente; si precisa inoltre che i dipendenti hanno tentato di spegnere le fiamme con estintori portatili (a polvere chimica secca), ma che durante la rapida crescita e diffusione dell'incendio si è formata una densa coltre di fumo nel locale e l'elettricità è stata interrotta. Nell'atto d'accusa si dichiara che all'interno del locale non vi erano luci di emergenza né cartelli di segnalazione, che il sistema antincendio a sprinkler e gli idranti non erano funzionanti e che, dopo lo spegnimento dell'incendio, durante le operazioni di soccorso, sono state rinvenute persone prive di sensi in diversi punti del locale, le quali sono state estratte e consegnate alle équipe mediche.
Nell'atto d'accusa, che riporta anche il rapporto del collegio di esperti, si afferma che non sono state rispettate le disposizioni sulla 'sorveglianza sanitaria' previste dalla Legge sulla Salute e Sicurezza sul Lavoro, né le norme sulla 'Formazione in materia di salute e sicurezza sul lavoro', le 'durate della formazione', i 'piani di emergenza, lotta antincendio e primo soccorso' previsti dal Regolamento sulle procedure e i principi della formazione in materia di salute e sicurezza sul lavoro dei dipendenti; inoltre, non sono state osservate le disposizioni del Regolamento sulle condizioni di salute e sicurezza nell'uso delle attrezzature di lavoro relative alle 'regole sulle attrezzature di lavoro' e le disposizioni del Regolamento sulla valutazione dei rischi per la salute e la sicurezza sul lavoro relative agli 'obblighi del datore di lavoro'.
Nell'atto d'accusa si afferma che nel nightclub non sono state adottate le precauzioni necessarie, che non è stata mostrata la dovuta diligenza nelle operazioni di ristrutturazione, che gli indagati hanno delle responsabilità e che, agendo in violazione del dovere di diligenza, hanno causato volontariamente il verificarsi di un risultato prevedibile ma non desiderato. Nell'ambito dell'atto d'accusa, è stata richiesta per le 9 persone una condanna individuale da 2 anni e 8 mesi a 22 anni e mezzo di reclusione per il reato di 'aver causato la morte di più persone per colpa cosciente'.
Fonte della notizia: İHA
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