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Studio dell'AKP sui 'minori coinvolti in reati'! Sul tavolo l'aumento delle pene

Mentre il concetto di "minore coinvolto in reati" torna al centro del dibattito pubblico, è emerso che l'AKP sta lavorando a una nuova normativa che prevede sia l'inasprimento delle pene che il rafforzamento del processo di riabilitazione.

Studio dell'AKP sui 'minori coinvolti in reati'! Sul tavolo l'aumento delle pene

Il concetto di "Minore Coinvolto in Reati (SSÇ)", già oggetto di frequenti discussioni dopo l'omicidio di Mattia Ahmet Minguzzi (15), è tornato al centro dell'agenda politica in seguito all'uccisione di Atlas Çağlayan (17) per mano di bande di strada.

Si ipotizza che l'AKP stia preparando una normativa rivolta ai "minori coinvolti in reati" che preveda sia l'inasprimento delle sanzioni sia la valorizzazione del processo di riabilitazione.

Secondo quanto riportato dal quotidiano Türkiye Gazetesi, vicino al governo, sono in corso i preparativi relativi all'aumento delle pene e alle misure di riabilitazione, seguiti da vicino dal Presidente della Repubblica e leader dell'AKP Recep Tayyip Erdoğan. Si prevede che il rapporto che verrà redatto dalla commissione d'inchiesta istituita in Parlamento costituirà la base per la tabella di marcia da seguire.

DAL PACCHETTO GIUSTIZIA DI NUOVO ALL'AGENDA PARLAMENTARE

È previsto che le disposizioni che il Ministero della Giustizia aveva precedentemente incluso nell'11° Pacchetto Giustizia, per poi stralciarle dalla proposta, vengano riportate all'attenzione del Parlamento. Secondo la bozza, per i "minori coinvolti in reati" di età compresa tra i 15 e i 18 anni, si prevede di innalzare a 27 anni il limite massimo di pena per i reati che richiederebbero l'ergastolo ostativo.

"SE IL PROCESSO DI RIEDUCAZIONE NON HA SUCCESSO, NON SI PUÒ PREVENIRE IL CRIMINE"

All'interno dell'AKP si valuta anche che l'aumento delle pene da solo non rappresenti una soluzione. Fonti del partito hanno condiviso l'opinione secondo cui: "La maggior parte di questi ragazzi proviene da famiglie disgregate. Siamo all'interno di un grande vortice sociale. I divorzi sono in costante aumento. Per quanto si possano inasprire le pene, se il processo di riabilitazione e rieducazione non ha successo, non si riesce a prevenire il crimine". Le stesse fonti hanno sottolineato che anche il mondo accademico e scientifico dovrebbe fornire un contributo "orientato alla soluzione" nel processo di risoluzione.

Con le nuove normative, si mira a preparare piani di intervento specifici per le esigenze del minore durante la fase di esecuzione della pena, tenendo conto delle caratteristiche individuali, della natura del reato, della struttura familiare, del livello di istruzione e delle condizioni psicosociali.

In questo contesto, è all'ordine del giorno l'abbandono della pratica in cui i minori condannati scontano la pena direttamente negli istituti di rieducazione minorile. Si prevede che la pena inizi negli istituti penitenziari minorili chiusi e che, in caso di valutazione positiva della condotta, i minori vengano trasferiti negli istituti di rieducazione.


Fonte della notizia: 12punto

minori coinvolti in reati