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Quattro imputati scarcerati nell'inchiesta sulle vignette della rivista Leman

È stata disposta la scarcerazione di 4 imputati nel processo relativo alla pubblicazione di una vignetta sulla rivista Leman, contenente immagini caricaturali del Profeta Maometto e di Mosè.

Quattro imputati scarcerati nell'inchiesta sulle vignette della rivista Leman

L'inchiesta avviata in merito alla pubblicazione, avvenuta il 26 giugno, di una vignetta sulla rivista Leman contenente immagini caricaturali del Profeta Maometto e di Mosè si è conclusa con la redazione dell'atto d'accusa.

L'atto d'accusa è stato accettato dal 2° Tribunale Penale di Primo Grado di Istanbul, che ha fissato la prima udienza per il 14 novembre. Il direttore responsabile Aslan Özdemir, il direttore dell'istituzione Ali Yavuz, il grafico Cebrail Okcu e il direttore editoriale Zafer Aknar hanno presentato ricorso contro la loro detenzione in relazione al caso. Il tribunale superiore, valutando il ricorso, ha deciso per la scarcerazione dei 4 imputati.

DALL'ATTO D'ACCUSA

Nell'atto d'accusa preparato dalla Procura della Repubblica di Istanbul, il direttore dell'istituzione Ali Yavuz, il direttore responsabile Aslan Özdemir, il grafico Cebrail Okcu, l'autore dell'opera Doğan Pehlevan, il direttore editoriale Zafer Aknar e il direttore generale Mehmet Tuncay Akgün figurano come 'indagati'. Nell'atto d'accusa si osserva che la vignetta, pubblicata a pagina 4 della rivista, che ritrae il Profeta Maometto e Mosè mentre cadono bombe su una città, contiene espressioni e immagini volte a mostrare atteggiamenti e comportamenti provocatori; si sottolinea inoltre che, in seguito alla pubblicazione della rivista contenente tali espressioni e immagini sui social media e sugli organi di stampa, la questione è diventata oggetto di dibattito pubblico, venendo condivisa e commentata da numerosi account e gruppi, creando così un effetto di preoccupazione tra coloro che si sono sentiti provocati e dando origine a un pericolo chiaro e imminente per la sicurezza pubblica. Nell'atto d'accusa, in cui si afferma che gli indagati hanno agito di concerto, si dichiara che gli stessi hanno realizzato e pubblicato l'opera sulla rivista in unità di intenti e azioni, e che sono responsabili in concorso per l'opera pubblicata. Inoltre, è stato precisato che l'indagato Mehmet Tuncay Akgün è latitante e pende su di lui un mandato di cattura, mentre è stato riferito che l'indagato Doğan Pehlevan ha condiviso sui social media il messaggio: "L'Islam è un palo conficcato a forza nei turchi".

RICHIESTA DI CONDANNA FINO A 7 ANNI E 10 MESI PER L'AUTORE DELL'OPERA

Nell'atto d'accusa è stata richiesta la condanna degli indagati Ali Yavuz, Aslan Özdemir, Cebrail Okcu, Zafer Aknar e Mehmet Tuncay Akgün a pene detentive comprese tra 1 anno e 6 mesi e 4 anni e 6 mesi ciascuno per il reato di 'istigazione pubblica all'odio e all'ostilità tramite stampa e pubblicazione'. Per l'indagato Doğan Pehlevan è stata invece richiesta una pena detentiva da 1 anno e 10 mesi a 7 anni e 10 mesi per il reato di 'istigazione pubblica all'odio e all'ostilità tramite stampa e pubblicazione' commesso in forma continuata.


Fonte della notizia: İHA

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