Scandalo a Gallipoli: il comune guidato dall'AKP espone un manifesto di Atatürk dietro le sbarre
I manifesti affissi dal comune di Gallipoli, guidato dall'AKP, in occasione del 10 novembre, Giorno della Commemorazione di Atatürk, hanno suscitato polemiche. È stato notato che in tutto il distretto erano stati appesi poster di Atatürk dietro le sbarre.
Il comune di Gallipoli, nella provincia di Çanakkale, amministrato dal sindaco dell'AKP Ali Kamil Soyuak, ha suscitato indignazione per aver affisso in tutto il distretto, in occasione del 10 novembre, Giorno della Commemorazione di Atatürk, dei poster che ritraevano Atatürk dietro le sbarre.
Il fondatore della Repubblica di Turchia, l'Eterno Comandante in Capo e Grande Leader Mustafa Kemal Atatürk, ci ha lasciato fisicamente 86 anni fa, proprio in questo giorno.
Quando le lancette hanno segnato le 09:05, i cittadini di tutta la Turchia hanno osservato un minuto di silenzio in memoria di Atatürk.
Mentre in molte città venivano organizzate cerimonie di commemorazione per il Grande Leader, sono piovute critiche sui manifesti affissi dal comune di Gallipoli, guidato dall'AKP.

IL COMUNE HA RIMOSSO IL MANIFESTO
Secondo quanto riportato da Sözcü, il manifesto di Atatürk affisso dal comune dell'AKP nel distretto di Gallipoli, che riveste una grande importanza per la storia delle battaglie di Gallipoli, in occasione della commemorazione del 10 novembre, ha suscitato reazioni negative.

L'immagine che mostrava Atatürk dietro le sbarre di ferro è stata affissa in tutto il distretto. In seguito alle proteste, il comune ha rimosso il manifesto e lo ha sostituito con un'immagine di Atatürk con la mezzaluna e la stella.
A causa delle reazioni suscitate, il comune di Gallipoli ha rilasciato una dichiarazione affermando: “Nel giorno del 10 novembre, in cui è venuto a mancare il nostro grande leader Mustafa Kemal Atatürk, dai cui pensieri e ideali non ci siamo mai discostati, i manifesti del 10 novembre fatti preparare e affiggere dal nostro Comune per onorare la sua cara memoria sono stati rimossi dalle nostre squadre non appena ci si è resi conto che, a causa di un errore tecnico, erano difettosi. Condanniamo con rammarico le persone e i gruppi che, cercando di trarre materiale politico da questo errore e tentando di attirare l'attenzione, mettono in dubbio la nostra lealtà verso Atatürk e cercano di manipolare l'opinione pubblica in modo negativo”.
CHP: SI AVVII UN'INDAGINE
Il distretto di Gallipoli del CHP, definendo la spiegazione del comune di Gallipoli, secondo cui i manifesti "sono stati ritirati non appena ci si è resi conto che erano difettosi a causa di un errore tecnico", un insulto all'intelligenza, ha dichiarato: “Un errore tecnico si nota durante la stampa dei manifesti, non dopo che sono stati affissi in ogni angolo di Gallipoli e dopo che è arrivata la reazione sociale. Inoltre, questo significativo 'errore' nella stampa dei manifesti non è il primo errore dell'attuale amministrazione”.
Il CHP ha inoltre aggiunto: “Ci aspettiamo che il comune di Gallipoli, invece di condannare i nostri cittadini che hanno reagito a questo manifesto scandaloso, indaghi su chi ha commesso quello che definiscono un 'errore tecnico', avvii le necessarie indagini e informi l'opinione pubblica in modo trasparente. Inoltre, se deve esserci una condanna, vorremmo sottolineare che condanniamo l'amministrazione comunale di Gallipoli, che cerca di addossare ad altri ogni 'errore' che commette”.
Fonte della notizia: 12punto
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