Risarcimento per un giovane vittima di un incidente su un campo di calcetto
Una persona che, durante una partita di calcetto, è caduta battendo la testa contro un muro di cemento e ha dovuto subire un intervento al cervello, ha fatto causa al gestore per mancanza di misure di sicurezza adeguate. La Corte di Cassazione ha stabilito il pagamento di un risarcimento di 1 milione e 61 mila lire.
A Istanbul, una persona che partecipava a una partita di calcetto ha perso l'equilibrio, è caduta e ha battuto la testa contro il muro di cemento a bordo campo, riportando gravi ferite. La vittima, che ha subito una frattura cranica, un intervento chirurgico al cervello, due mesi di terapia intensiva e ha riportato cicatrici permanenti sul volto, ha fatto causa al gestore del campo di calcetto ritenendolo responsabile.
IL GESTORE SI DIFENDE SOSTENENDO DI AVER ADOTTATO MISURE ADEGUATE
Nella sua difesa, il gestore del campo di calcetto ha sostenuto che, dopo l'incidente, è stato impedito l'intervento di persone non qualificate, è stata chiamata un'ambulanza dal 112 ed è stato garantito il trasporto del ferito in ospedale. Inoltre, ha affermato che nel campo, rinnovato cinque mesi prima, erano state adottate tutte le misure conformi alle normative contro possibili infortuni e che, pertanto, non sussisteva alcuna responsabilità da parte sua.
LA DECISIONE DEL TRIBUNALE: IL GESTORE È RESPONSABILE
Tuttavia, il tribunale, in linea con la perizia tecnica presentata agli atti, ha stabilito che il gestore del campo di calcetto non aveva adottato le misure necessarie ed è stato ritenuto pienamente responsabile dell'accaduto. Inoltre, è stato accertato che il querelante ha subito una perdita della capacità lavorativa pari al 16%, portando all'accoglimento della causa. Il tribunale ha condannato il gestore a pagare al querelante 1 milione e 61 mila 830 lire per danni materiali e 15 mila lire per danni morali.
LA SENTENZA DI CONFERMA DELLA CORTE DI CASSAZIONE
Il gestore del campo di calcetto ha presentato ricorso contro la decisione del tribunale, sostenendo di non avere alcuna colpa nell'incidente. Tuttavia, la 3ª Sezione Civile della Corte di Cassazione, dopo aver esaminato il ricorso, ha confermato la sentenza del tribunale locale, condannando definitivamente il gestore al pagamento del risarcimento.
Fonte della notizia: 12punto
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