Riprende il processo per il tentato attacco alla 'Marcia per la Giustizia'
È ripreso il processo a carico di 19 degli imputati, già condannati a varie pene, accusati di aver pianificato di investire con un minibus noleggiato a Kayseri i partecipanti alla marcia avviata dall'ex presidente del CHP Kemal Kılıçdaroğlu, a seguito dell'annullamento della sentenza da parte della Corte di Cassazione.
È ripreso il processo a carico di 19 persone, già condannate a varie pene, accusate di aver pianificato di investire con un minibus noleggiato a Kayseri i partecipanti alla marcia avviata dall'ex presidente del CHP Kemal Kılıçdaroğlu, a seguito della decisione di annullamento della Corte di Cassazione.
All'udienza tenutasi presso la 2ª Corte d'Assise, erano presenti gli imputati a piede libero E.E, G.K. e E.K. insieme ai loro avvocati, mentre gli altri imputati non hanno partecipato.
L'imputato E.E. ha dichiarato di essere addolorato per il fatto che il suo nome sia associato a un simile evento. Anche gli altri imputati hanno respinto le accuse, richiedendo l'assoluzione.
Il collegio giudicante ha rinviato l'udienza dopo che il pubblico ministero ha richiesto tempo per formulare le proprie conclusioni.
COSA ERA SUCCESSO?
O.K., che aveva pianificato un attacco guidando un minibus noleggiato a Kayseri contro i partecipanti alla marcia indetta da Kılıçdaroğlu in segno di protesta contro l'arresto del deputato del suo partito a Istanbul, Enis Berberoğlu, era stato catturato il 5 luglio 2017 a Kocaeli, lungo il percorso della manifestazione.
Nell'ambito delle indagini, altri 26 sospettati erano stati fermati a Kayseri e Kocaeli, mentre il sospettato M.K. non era stato rintracciato.
Contro 5 imputati, tra cui O.K., indicato come il presunto "emiro" dell'organizzazione terroristica DAESH, era stato aperto un processo presso la 2ª Corte d'Assise con le accuse di "violazione della Costituzione" e "tentato omicidio premeditato", mentre gli altri imputati erano accusati di "appartenenza a un'organizzazione terroristica".
Nella sentenza emessa il 7 febbraio 2019, O.K. era stato condannato a 14 anni, 7 mesi e 15 giorni di reclusione, mentre 24 imputati avevano ricevuto pene variabili tra i 4 anni e 2 mesi e i 21 anni e 9 mesi; 2 imputati erano stati assolti e la posizione del latitante M.K. era stata stralciata.
In seguito al ricorso presentato dagli avvocati dei testimoni e delle parti lese, la 21ª Sezione Penale del Tribunale Regionale di Giustizia di Ankara, pur confermando la sentenza per 21 imputati, aveva disposto lo stralcio della posizione degli imputati S.K, C.K, B.K, B.Ç, A.K. e Ş.O., che non erano stati assistiti da avvocati durante il processo, rinviando il loro caso al tribunale locale per un nuovo giudizio. Il collegio giudicante aveva condannato i 6 imputati a 6 anni e 3 mesi di reclusione ciascuno per "appartenenza a un'organizzazione terroristica armata".
Dopo che le parti hanno portato il caso davanti alla Corte di Cassazione, la 3ª Sezione Penale ha annullato la sentenza per i 19 imputati, motivando la decisione con la mancata partecipazione di alcuni avvocati all'udienza decisiva, la mancata considerazione delle istanze degli imputati che intendevano avvalersi delle disposizioni sul pentimento attivo e la condanna inflitta ad alcuni imputati nonostante non fossero state accertate attività riconducibili all'organizzazione, rinviando quindi il fascicolo al tribunale locale.
Fonte della notizia: AA
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