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Il CHP ricorre alla Corte Costituzionale contro il 9° Pacchetto Giustizia

Il vicecapogruppo del CHP, Gökhan Günaydın, ha presentato ricorso alla Corte Costituzionale per chiedere la sospensione e l'annullamento di 11 articoli della legge n. 7531, nota al pubblico come "9° Pacchetto Giustizia" e intitolata "Legge sulla modifica di alcune leggi".

Il CHP ricorre alla Corte Costituzionale contro il 9° Pacchetto Giustizia

Il vicecapogruppo del CHP, Gökhan Günaydın, ha presentato ricorso alla Corte Costituzionale (AYM) per chiedere l'annullamento di alcuni articoli della legge nota al pubblico come '9° Pacchetto Giustizia'. 

Secondo quanto riportato dall'agenzia ANKA, Gökhan Günaydın ha rilasciato una dichiarazione dopo aver depositato il ricorso presso la Corte Costituzionale, accompagnato dai deputati Hasan Öztürkmen (Gaziantep), Aysu Bankoğlu (Bartın), Gizem Özcan (Muğla), Cumhur Uzun (Muğla), Aliye Coşar (Antalya) e Servet Mullaoğlu (Hatay).

Gökhan Günaydın ha dichiarato quanto segue: 

"Finché la maggioranza dell'Alleanza Popolare (Cumhur İttifakı) continuerà a far approvare leggi contrarie alla Costituzione in Parlamento, noi continueremo a portare la questione davanti alla Corte Costituzionale per proteggere l'ordine costituzionale. Oggi sono qui con alcuni dei nostri deputati giuristi con cui lavoriamo insieme in Assemblea. Il 9° Pacchetto Giustizia è stato presentato in commissione dalla maggioranza dell'Alleanza Popolare e successivamente portato in Assemblea Generale. Qui, grazie all'efficace lavoro del Partito Popolare Repubblicano (CHP), dei partiti di opposizione che hanno agito con noi, dei deputati e dei vicecapigruppo, alcune disposizioni ben note all'opinione pubblica sono state rimosse dal campo di applicazione della legge, in via prioritaria e completa.

Vorrei ricordare alcuni punti. Ad esempio, la disposizione sul cognome della donna era estremamente errata ed è stata rimossa. Anche il potere del Fondo di assicurazione dei depositi di risparmio (TMSF) di nominare amministratori fiduciari nelle aziende è stato rimosso dal campo di applicazione della legge, così come la disposizione che mirava a far pagare prezzi bassi ai proprietari negli espropri, anch'essa eliminata grazie agli sforzi e al lavoro dell'opposizione. Dopo l'accordo raggiunto su questi punti, nonostante il nostro voto contrario in Assemblea Generale e le nostre espressioni di incostituzionalità, alcune disposizioni sono state approvate grazie ai voti sufficienti dell'Alleanza Popolare, pubblicate nella Gazzetta Ufficiale e trasformate in legge. Abbiamo presentato la nostra istanza alla Presidenza della Corte Costituzionale chiedendo, entro i termini previsti, la sospensione dell'esecuzione e, in ogni caso, l'annullamento di tali norme."

RICHIESTO L'ANNULLAMENTO DI 11 ARTICOLI

Günaydın ha condiviso una sintesi delle disposizioni di cui è stato richiesto l'annullamento nel ricorso presentato alla Corte Costituzionale:

"La determinazione da parte del Ministero della Giustizia del termine preso come base per il diritto di proprietà nelle aste elettroniche, in contrasto con il diritto stesso.

L'assegnazione dell'indennità di patrocinio gratuito in modo sproporzionato, favorendo i bar associati ai cosiddetti 'bar n. 2' in base al numero di iscritti.

Il tentativo di determinare tramite regolamento l'ambito degli esami preliminari per l'accesso alle professioni legali e alla giustizia amministrativa, in contrasto con il principio di certezza del diritto.

L'attribuzione agli ispettori della giustizia del compito di indagare se i comportamenti e le azioni dei giudici e dei pubblici ministeri siano conformi ai requisiti del loro status e delle loro funzioni, senza prevedere criteri legali e in contrasto con il principio del rispetto della vita privata.

La determinazione dei compiti, dei metodi di lavoro e dei principi degli ispettori della giustizia da parte del Ministero della Giustizia.

L'attribuzione agli ispettori della giustizia del potere di raccogliere ogni tipo di informazione e documento, il che è chiaramente contrario al diritto alla protezione dei dati personali.

Il condizionamento illegittimo del diritto di intentare un'azione di disconoscimento della paternità da parte di chi sostiene di essere il padre, dei discendenti del marito, della madre o del padre, in contrasto con il diritto al rispetto della vita privata e il diritto a un ricorso effettivo.

La creazione di una struttura duale per il reato di ingiuria, includendo alcune forme di tale reato nel campo del pagamento anticipato e sottoponendo a conciliazione il reato di ingiuria commesso contro un pubblico ufficiale a causa delle sue funzioni.

In contrasto con il principio della retroattività della legge più favorevole, la conclusione dei fascicoli in fase di indagine o procedimento giudiziario alla data del 14 novembre 2024 secondo le disposizioni sulla conciliazione anziché sul pagamento anticipato.

L'esclusione dal campo di applicazione della Legge sugli Appalti Pubblici delle operazioni di locazione di beni culturali di fondazione in cambio di restauro e riparazione, il che porterà a nuove irregolarità.

E infine, in contrasto con l'obbligo dello Stato di proteggere le foreste, la conversione in permessi definitivi dei permessi preliminari concessi prima del 18 aprile 2024 per la presenza o la costruzione di strutture di servizio giudiziario, istituti penitenziari e ogni tipo di luogo ed edificio correlato all'interno delle aree forestali."


Fonte della notizia: 12punto

9° Pacchetto Giustizia Gökhan Günaydın AYM