Richiesta di condanna per 20 persone accusate di spionaggio per il MOSSAD
È stata richiesta una pena detentiva da 18 anni e 9 mesi fino a 45 anni per 20 imputati accusati di aver svolto attività di spionaggio per conto del MOSSAD ai danni di cittadini stranieri residenti in Turchia. Il processo relativo alle accuse di fuga di notizie verso Israele si terrà nel mese di novembre.
La Procura della Repubblica di Istanbul ha preparato un atto d'accusa contro 20 imputati con l'accusa di aver svolto attività di spionaggio per conto del servizio di intelligence israeliano MOSSAD, nell'ambito di un'indagine in corso.
Per le persone coinvolte, tra cui 16 attualmente in custodia cautelare, viene richiesta una pena detentiva da 18 anni e 9 mesi fino a 45 anni per il reato di "spionaggio politico o militare continuato".
Nell'atto d'accusa si afferma che gli imputati hanno condotto attività di spionaggio per conto del MOSSAD contro cittadini stranieri residenti in Turchia. È stato dichiarato che l'unità IÇOM del MOSSAD ha stabilito contatti con gli imputati attraverso varie applicazioni di messaggistica e annunci di lavoro sui social media.
È stato inoltre annotato che le istruzioni venivano trasmesse agli imputati tramite applicazioni di messaggistica criptata e che non sono mai state effettuate chiamate vocali o videochiamate.
HANNO TRASMESSO LE INFORMAZIONI A ISRAELE
Si sostiene che gli imputati abbiano raccolto informazioni riservate su cittadini palestinesi e persone legate ad Hamas, obiettivi dell'intelligence israeliana, e che abbiano trasferito tali informazioni a Israele.
Nell'atto d'accusa è emerso che si cercava in particolare di individuare i luoghi in cui queste persone si riunivano e che, in una fase successiva, avrebbero potuto essere messe in atto azioni come rapimenti ed esecuzioni ai danni di tali individui.
Inoltre, viene indicato che gli imputati hanno ricevuto denaro in cambio del loro operato attraverso sistemi come "havale" (trasferimento di denaro), "criptovalute" e "Western Union", utilizzati anche da organizzazioni terroristiche. Secondo i rapporti del MASAK, nell'atto d'accusa è stato incluso anche il fatto che gli imputati abbiano ottenuto guadagni illeciti nell'ambito di queste attività.

HANNO DIVULGATO INFORMAZIONI IN CAMBIO DI DENARO
È stato riferito che, nella sua deposizione davanti alla procura, l'imputata Amal Sallamı Ep Sıala ha dichiarato di aver stabilito un contatto di lavoro con una persona che si è presentata come "Mustafa" e che, seguendo le istruzioni di quest'ultimo, ha scattato video e foto della Moschea di Solimano a Istanbul, ricevendo in cambio 450 dollari.
Tuttavia, Sıala ha sostenuto di non essere stata a conoscenza del legame con il MOSSAD e di aver fornito tali informazioni esclusivamente allo scopo di guadagnare denaro.
A NOVEMBRE INIZIA IL PROCESSO
Nell'ambito dell'atto d'accusa accettato dalla 26ª Corte d'Assise di Istanbul, gli imputati compariranno davanti al giudice nel mese di novembre presso l'aula di tribunale di fronte al carcere di Marmara. Per gli imputati è richiesta una pena detentiva da 18 anni e 9 mesi fino a 45 anni.
Fonte della notizia: 12punto
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