Trova le notizie pubblicate nell'intervallo di date seguente
e e
e e
e e
Pulisci
Euro
Arrow
53,4929
Dollaro
Arrow
44,7474
Sterlina
Arrow
62,6968
Oro
Arrow
6073,7526
BIST 100
Arrow
10.729

Queste parole non sono state considerate una minaccia: la dura reazione di Şirin Payzın alla decisione del tribunale

La giornalista Şirin Payzın ha espresso la sua reazione dopo che il tribunale ha stabilito che le espressioni rivolte contro di lei sui social media, come "dobbiamo eliminare questa sgualdrina", "non costituiscono minaccia o insulto".

Queste parole non sono state considerate una minaccia: la dura reazione di Şirin Payzın alla decisione del tribunale

La giornalista Şirin Payzın, in una dichiarazione rilasciata sul suo account social, ha annunciato la decisione presa dal tribunale in merito alla causa intentata per un post contenente gravi espressioni rivolte contro di lei. Payzın ha affermato che la decisione presa considera le minacce e gli insulti rivolti ai membri della stampa e alle donne come rientranti nell'ambito della "libertà di espressione".

Payzın ha riferito che un utente dei social media le aveva inviato un messaggio dicendo: "Dobbiamo eliminare questa sgualdrina, diamole la punizione più severa". Ha dichiarato che i suoi avvocati hanno avviato un procedimento legale in seguito a tale messaggio.

LA DECISIONE DEL TRIBUNALE HA SUSCITATO REAZIONI

Secondo quanto dichiarato da Payzın, il tribunale ha deciso che tali espressioni non possono essere considerate minacce o insulti. Affermando che la decisione le è stata notificata oggi, Payzın ha riferito che il tribunale ha stabilito che non sussiste alcun elemento di reato per le espressioni in questione.

Il post di Şirin Payzın è il seguente: 

'Un malato mentale mi ha scritto sui social media: "Dobbiamo eliminare questa sgualdrina, diamole la punizione più severa". I miei avvocati hanno intentato una causa. Oggi è arrivata la decisione del tribunale. Queste parole non sarebbero considerate una minaccia. E nemmeno un insulto. In altre parole, ogni tipo di minaccia, insulto o intimidazione rivolta a noi giornalisti, alle donne, ai giovani e agli artisti rientra nell'ambito della libertà di pensiero. Ma se un giornalista prova a spiegare qualcosa usando un esempio storico, si parte da 4 anni di reclusione'


Fonte della notizia: 12punto

Şirin Payzın