Scarcerati gli imputati nel processo del 1° maggio: 'Non pago l'affitto da 4 mesi'
Si è tenuta oggi la prima udienza del processo a carico di 34 imputati, 4 dei quali in custodia cautelare, accusati di resistenza a pubblico ufficiale per aver tentato di marciare verso Piazza Taksim il 1° maggio. Al termine dell'udienza, anche gli ultimi 4 detenuti sono stati rimessi in libertà.
L'udienza, che avrebbe dovuto tenersi presso il 47° Tribunale Penale di Primo Grado, è stata spostata al 27° Tribunale Penale Pesante a causa delle ridotte dimensioni dell'aula. L'udienza, prevista per le 09:00, è iniziata alle 11:30.
‘IL MIO CONTRATTO È STATO RISOLTO’
Hüdanur Keser, una degli imputati in custodia cautelare, ha iniziato il suo intervento commemorando gli operai uccisi a Taksim il 1° maggio 1977. Keser, che lavora come operaia nel settore cinematografico, ha dichiarato:
“Il 1° maggio 2024, come lavoratrice, ho superato il posto di blocco della polizia per esercitare il mio diritto costituzionale e raggiungere l'area. Sono stata sottoposta a violenza sproporzionata da parte degli agenti che hanno ignorato la decisione della Corte Costituzionale. Protestare contro la forza sproporzionata è un diritto. Mentre chi ricicla denaro sporco, assassini e molestatori vengono processati a piede libero, io ho partecipato al 1° maggio per i lavoratori che vogliono portare il pane a casa. A causa della mia detenzione, il mio contratto di lavoro è stato risolto. Non riesco a pagare le bollette né l'affitto.”
Secondo quanto riportato da Tuğba Özer di Gerçek Gündem, Keser ha affermato di soffrire di asma e, sottolineando le pessime condizioni di detenzione, ha richiesto la scarcerazione. Anche l'avvocato di Keser, Maviş Aydın Şimşek, ha ribadito la richiesta di rilascio, precisando che la sua assistita ha perso 10 chili in carcere.
‘NON PAGO L'AFFITTO DA 4 MESI’
L'imputato Cemalettin Apa, nel corso della sua difesa, ha dichiarato: “Nei miei 30 anni di vita lavorativa, sono sempre stato costretto a lavorare al limite della fame e della povertà”, aggiungendo:
“Il 1° maggio è il giorno in cui raccontiamo i nostri problemi. Siamo andati in Piazza Saraçhane per celebrare la nostra festa. Come indicato nell'atto d'accusa, al posto di blocco della polizia non è stato trovato alcun elemento di reato in mio possesso. Giorni dopo il 1° maggio, sono stato arrestato a casa mia, costretto a lasciare sole le mie figlie di 9 e 11 anni. Sono un operaio che lavora da 30 anni, non sono né un criminale né un latitante. Sono un lavoratore che vive del proprio sudore. Anche se sono in pensione, devo lavorare. Vivo in affitto. Ho una famiglia a carico. Sono in custodia cautelare da 3 mesi e mezzo e non pago l'affitto da 4 mesi.”
‘È LEGITTIMO PROTESTARE’
L'imputato Ümit Deniz ha affermato di aver partecipato al 1° maggio su invito di sindacati e partiti politici, dichiarando: “Oggi qui non siamo sotto accusa noi, ma il 1° maggio e Taksim stessa. Attualmente a Istanbul l'affitto più basso è di 18 mila lire turche, il salario minimo è di 17.500 e la pensione è di 12 mila lire. È legittimo che le persone protestino contro questa fame e povertà in cui sono state spinte; il 1° maggio è legittimo”.
Deniz, raccontando di essere stato sottoposto a tortura con manette dietro la schiena durante la detenzione, ha aggiunto: “Siamo stati terrorizzati sui social media. Dopo che il Ministero dell'Interno ci ha presi di mira dichiarando di aver 'catturato i fuggitivi', siamo stati arrestati nelle nostre case con un'irruzione all'alba, nonostante non fossimo scappati da nessuna parte”.
SCARCERAZIONE PER 4 IMPUTATI
Dopo le arringhe difensive, il pubblico ministero ha presentato le sue conclusioni, richiedendo la scarcerazione dei 4 imputati in considerazione del tempo già trascorso in custodia cautelare. Il PM ha inoltre richiesto l'accorpamento del presente processo con quello aperto presso il 44° Tribunale Penale di Primo Grado di Istanbul in relazione agli eventi del 1° maggio.
Il presidente della corte, nel pronunciare la decisione, ha disposto la scarcerazione degli imputati Hüdanur Keser, Cemalettin Apa, Ömer Faruk Taştan e Ümit Deniz, tenendo conto che le prove sono state in gran parte raccolte, che gli imputati hanno una residenza fissa e del tempo trascorso in custodia cautelare.
La corte ha inoltre deciso di revocare le misure di controllo giudiziario per 25 imputati, mantenendo però il divieto di espatrio per tutti. Il tribunale ha disposto l'invio di una nuova rogatoria al 44° Tribunale Penale di Primo Grado di Istanbul per l'accorpamento dei procedimenti e ha rinviato l'udienza al 4 dicembre alle ore 09:30.
COSA ERA SUCCESSO?
Durante la Giornata dell'Unità, della Lotta e della Solidarietà del 1° maggio, la polizia era intervenuta contro la folla che si era radunata in Piazza Saraçhane a Istanbul su invito del CHP e dei sindacati per marciare verso Piazza Taksim, effettuando numerosi arresti.
Giorni dopo il 1° maggio, in seguito a numerose operazioni all'alba, molte persone erano state arrestate e circa 100 erano state poste in custodia cautelare per periodi variabili. Per i detenuti comparsi davanti al giudice era stata precedentemente disposta la scarcerazione.
Fonte della notizia: 12punto
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