Trova le notizie pubblicate nell'intervallo di date seguente
e e
e e
e e
Pulisci
Euro
Arrow
53,4957
Dollaro
Arrow
44,7562
Sterlina
Arrow
62,6509
Oro
Arrow
6060,8678
BIST 100
Arrow
10.729

Presentato alla TBMM il decreto sulla Libia

Il decreto presidenziale relativo alla proroga di 24 mesi dell'autorizzazione all'invio di truppe in Libia è stato presentato alla Presidenza della Grande Assemblea Nazionale Turca (TBMM).

Presentato alla TBMM il decreto sulla Libia

Nel decreto, presentato con la firma del Presidente e leader dell'AKP Recep Tayyip Erdoğan, viene ricordato che, nel processo seguito agli eventi del febbraio 2011 in Libia, gli sforzi volti a costruire istituzioni democratiche sono stati ostacolati a causa dell'aumento dei conflitti armati, portando all'emergere di una struttura frammentata nel Paese.

Nel decreto si afferma che, in seguito all'impossibilità di stabilire un cessate il fuoco, garantire l'integrità politica e creare un meccanismo statale funzionante in Libia, l'Accordo Politico Libico è stato firmato il 17 dicembre 2015 a Skhirat, in Marocco, a conclusione del Dialogo Politico Libico durato circa un anno, condotto con la partecipazione di tutte le parti sotto l'egida delle Nazioni Unite (ONU) per garantire pace e stabilità.

Il decreto sottolinea che il Governo di Accordo Nazionale (GNA), creato nell'ambito dell'Accordo Politico Libico, è stato riconosciuto dalla comunità internazionale come l'unico governo legittimo rappresentante della Libia in conformità con la risoluzione 2259 del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite (UNSC) del 2015, ricordando che tale risoluzione sollecita l'attuazione dell'Accordo Politico Libico e il sostegno alle istituzioni libiche menzionate nell'accordo, incluso il GNA.

Il decreto riferisce che il GNA ha richiesto sostegno alla Turchia nel dicembre 2019 in seguito agli attacchi del cosiddetto Esercito Nazionale Libico, privo di base nell'Accordo Politico Libico e quindi illegittimo sia a livello nazionale che internazionale, il quale aveva lanciato un'offensiva il 4 aprile 2019 con l'obiettivo di conquistare la capitale Tripoli e rovesciare il GNA, prendendo di mira civili e infrastrutture civili, minacciando l'integrità e la stabilità della Libia e creando un ambiente favorevole per DAESH, Al-Qaeda e altre organizzazioni terroristiche, gruppi armati illegali, immigrazione clandestina e traffico di esseri umani.

"La Turchia continua a sostenere fermamente il cessate il fuoco permanente in Libia"

Nel decreto si afferma che, nel periodo successivo, il GNA ha fermato questi attacchi che minacciavano l'integrità del Paese, impedendo così che la Libia scivolasse in un caos e un'instabilità che avrebbero costituito un rischio per la sicurezza della Turchia e dell'intera regione, garantendo la calma sul campo e aprendo la strada a un processo di cessate il fuoco e dialogo politico guidato e di proprietà libica, facilitato dall'ONU. Nel testo si legge quanto segue:

"La Turchia continua a sostenere fermamente gli sforzi di dialogo politico volti a garantire la riconciliazione nazionale, il mantenimento della sovranità, dell'integrità territoriale e dell'unità politica della Libia, nonché l'instaurazione di un cessate il fuoco permanente nel Paese, condotti nell'ambito della legittimità internazionale e delle relative risoluzioni dell'UNSC sotto l'egida dell'ONU.

L'incertezza politica e il problema di governance emersi dopo il mancato svolgimento delle elezioni previste per il 24 dicembre 2021 in Libia mettono a rischio la calma stabilita sul campo con grandi sacrifici e costituiscono un serio ostacolo al raggiungimento di una stabilità duratura.

Questa situazione desta preoccupazione per la sicurezza della Libia e dell'intera regione. Considerando le profonde relazioni storiche, politiche ed economiche tra i due Paesi, ulteriormente sviluppate con il Memorandum d'Intesa sulla delimitazione delle aree di giurisdizione marittima nel Mediterraneo firmato ed entrato in vigore tra la Turchia e la Libia, la continuazione del processo di cessate il fuoco e di dialogo politico in Libia, nonché il conseguente stabilimento della pace e della stabilità, rivestono grande importanza per la Turchia."

Il decreto sottolinea che la Turchia continua a fornire supporto in termini di formazione e consulenza per contribuire alla sicurezza della Libia nell'ambito del Memorandum d'Intesa sulla cooperazione militare e di sicurezza firmato ed entrato in vigore con la Libia, rilevando che, nella fase attuale, non è ancora possibile concludere il cessate il fuoco permanente e il processo di dialogo politico, né unificare le istituzioni in Libia.

"Continuano i rischi e le minacce per la regione"

Il decreto afferma che è importante prevenire la ripresa dei conflitti per garantire la conclusione dei colloqui militari e politici condotti sotto l'egida dell'ONU, sottolineando che i rischi e le minacce derivanti dal Paese per l'intera regione, inclusa la Turchia, persistono e che, in caso di ripresa degli attacchi contro il governo legittimo, gli interessi della Turchia sia nel bacino del Mediterraneo che in Nord Africa ne risentirebbero negativamente.

Nel decreto è stato registrato quanto segue:

"Con queste considerazioni, al fine di adottare ogni tipo di misura necessaria nel quadro del diritto internazionale contro ogni minaccia e rischio per la sicurezza rivolto agli interessi nazionali della Turchia, eliminare gli attacchi che potrebbero essere diretti contro gli interessi della Turchia in Libia da parte di gruppi armati illegittimi e organizzazioni terroristiche, mantenere la nostra sicurezza nazionale contro altri potenziali rischi come l'immigrazione di massa, fornire gli aiuti umanitari di cui il popolo libico ha bisogno, continuare il sostegno richiesto dall'allora GNA e confermato come necessario anche dal successivo Governo di Unità Nazionale, proteggere e tutelare efficacemente gli alti interessi della Turchia in linea con gli sviluppi che potrebbero verificarsi dopo questo processo, e aiutare a seguire una politica rapida e dinamica per non trovarsi di fronte a una situazione difficile da rimediare in futuro, si sottopone alla vostra attenzione la necessità di prorogare di 24 mesi, a partire dal 2 gennaio 2024, il periodo dell'autorizzazione concessa con la Decisione della TBMM del 2 gennaio 2020 n. 1238 e prorogata da ultimo con la Decisione della Grande Assemblea Nazionale Turca del 21 giugno 2022 n. 1320, ai sensi dell'articolo 92 della Costituzione, affinché le Forze Armate Turche possano essere inviate in Paesi stranieri per condurre operazioni e interventi qualora necessario, con limiti, portata, quantità e tempi determinati dal Presidente, e affinché tali forze siano utilizzate secondo i principi stabiliti dal Presidente, adottando ogni misura per eliminare rischi e minacce e predisponendo le disposizioni necessarie a tal fine."



Fonte della notizia: AA

AKP militare TBMM mozione Forze Armate turche