L'Ordine degli Avvocati della Turchia avverte il Parlamento: 'Si verificherà un massacro di animali'
L'Ordine degli Avvocati della Turchia (TBB) ha espresso la propria reazione alla proposta di legge preparata dall'AKP che prevede l'eutanasia per i cani randagi. In una dichiarazione scritta si legge: "È evidente che, se la proposta di legge in questione dovesse essere approvata dal Parlamento, si verificherà un massacro di animali senza precedenti nella storia del nostro Paese".
L'Ordine degli Avvocati della Turchia (TBB) ha espresso la propria reazione alla proposta di modifica legislativa dell'AKP, che include anche la clausola dell'eutanasia per gli animali randagi, per risolvere il problema dei "cani senza padrone".
Si è giunti alla fase finale della normativa riguardante gli animali randagi, presi di mira dal governo e dai suoi sostenitori.
La proposta di legge che l'AKP si prepara a presentare al Parlamento prevede l'uccisione dei cani.
Nella dichiarazione scritta rilasciata dall'Ordine degli Avvocati della Turchia in merito alla preparazione della proposta di legge, sono state utilizzate le seguenti espressioni: "Insistere sul massacro e sull'isolamento rifiutando i metodi indicati significa rifiutare la ragione e la coscienza. Questa mentalità, contraria ai valori etici, alle norme sociali e al diritto alla vita degli animali, che possiamo percepire anche solo intuitivamente, non sarà accettata dalla coscienza della società se istituzionalizzata e portata su un piano legale".
Il testo integrale della dichiarazione scritta rilasciata dal TBB è il seguente:
"Da tempo circolano notizie secondo cui si è agito per una regolamentazione legale in cui tutti gli animali randagi verrebbero raccolti, si cercherebbe prima di darli in adozione tramite avvisi e, al termine di questo processo, gli animali non adottati verrebbero uccisi sotto il nome di 'eutanasia'. È evidente che, se la proposta di legge in questione dovesse essere approvata dal Parlamento, si verificherà un massacro di animali senza precedenti nella storia del nostro Paese.
Firmare la condanna a morte degli animali randagi, che da secoli fanno parte di queste terre, esseri che come noi possono provare sentimenti e dolore e che vengono definiti in ogni occasione come 'amici fedeli', o isolarli in rifugi che sono campi di sterminio, non è conciliabile né con i nostri valori culturali né con la sistematica della Legge sulla Protezione degli Animali n. 5199, entrata in vigore 20 anni fa e sottoposta a una revisione completa 3 anni fa.
Se, come sostenuto, la popolazione di animali randagi costituisce un problema, la soluzione a questo problema è una mobilitazione di sterilizzazione e riabilitazione che tutte le istituzioni competenti dovrebbero condurre simultaneamente. A tal fine, è necessario e sufficiente istituire centri di sterilizzazione nei quartieri e soprattutto nelle zone rurali.
Un altro aspetto che deve essere assolutamente attuato insieme alla sterilizzazione è il divieto di produzione e vendita di animali domestici e l'applicazione di pesanti sanzioni amministrative per coloro che abbandonano per strada gli animali che hanno adottato. Con questo metodo, da applicare per due o tre anni, sarà possibile prevenire la riproduzione degli animali randagi e il problema che si sostiene esista sarà risolto in gran parte. I metodi spiegati sono presentati come la strada più corretta anche dai veterinari esperti nel settore e sono supportati da molti studi scientifici.
Insistere sul massacro e sull'isolamento rifiutando i metodi indicati significa rifiutare la ragione e la coscienza. Questa mentalità, contraria ai valori etici, alle norme sociali e al diritto alla vita degli animali, che possiamo percepire anche solo intuitivamente, non sarà accettata dalla coscienza della società se istituzionalizzata e portata su un piano legale.
In conclusione, come Ordine degli Avvocati della Turchia, condividiamo rispettosamente con l'opinione pubblica che seguiremo la regolamentazione legale pianificata e che continueremo fino alla fine ogni tipo di lotta legale per proteggere il 'diritto alla vita' di tutti gli esseri viventi che fanno parte di queste terre."
L'eutanasia è un altro nome per l'uccisione
— Türkiye Barolar Birliği (@barolar) 23 maggio 2024
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Fonte della notizia: 12punto
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