Operazione al Comune di Manavgat: disposti 36 arresti
È stata condotta una nuova operazione nell'ambito dell'ampia indagine sulla precedente amministrazione comunale nel distretto di Manavgat, ad Antalya. Nell'ambito dell'inchiesta, che ipotizza i reati di 'associazione a delinquere', 'peculato', 'corruzione', 'concussione', 'turbativa d'asta' e 'riciclaggio di denaro proveniente da attività illecite', sono stati fermati 36 sospettati, tra cui dirigenti comunali, dipendenti, imprenditori edili e proprietari di hotel.
Numerose persone sono state coinvolte nell'ambito dell'indagine condotta sulla precedente amministrazione comunale di Manavgat.
Nel distretto di Manavgat, ad Antalya, è stata condotta un'operazione nell'ambito dell'inchiesta relativa al mandato dell'ex sindaco detenuto Şükrü Sözen, con l'accusa di 'associazione a delinquere', 'peculato, concussione, corruzione e turbativa d'asta nell'ambito delle attività dell'organizzazione' e 'riciclaggio di beni derivanti da reato'.
Nell'ambito dell'indagine, 36 sospettati sono stati fermati, tra cui l'ex vicesindaco, il direttore del controllo edilizio, dipendenti comunali, imprenditori edili e proprietari di hotel.
IN PRECEDENZA ERANO STATE ARRESTATE 6 PERSONE
Nella fase precedente dell'indagine, durante le operazioni effettuate nel settembre dello scorso anno, l'ex sindaco di Manavgat Şükrü Sözen e suo fratello Fatih Sözen erano stati fermati e successivamente arrestati.
È stato riferito che, nell'ambito dello stesso fascicolo, sono state arrestate in totale 6 persone.
LE TESTIMONIANZE E I RAPPORTI MASAK SONO ENTRATI NEL FASCICOLO
Nell'indagine condotta dalla Procura della Repubblica di Manavgat sono state esaminate le testimonianze, le dichiarazioni di alcuni sospettati che hanno beneficiato del pentimento collaborativo, i rapporti del Consiglio di investigazione sui crimini finanziari (MASAK) e la corrispondenza ottenuta da materiale digitale.
Secondo le informazioni e i documenti inseriti nel fascicolo d'indagine, è stato accertato che alcuni uomini d'affari e operatori turistici hanno versato tangenti a Şükrü Sözen e a suo fratello, direttamente o tramite intermediari, oppure attraverso società costituite ad hoc, per ottenere costruzioni non conformi alle licenze e ai progetti.
L'IPOTESI DI IMMOBILI IN CAMBIO DI TANGENTI
Con l'approfondimento dell'indagine, è stato determinato che alcuni immobili ceduti come tangente sono passati di mano attraverso persone definite "prestanome", venendo trasferiti ai sospettati a titolo gratuito.
Inoltre, è stato ipotizzato che, in cambio di appartamenti ceduti gratuitamente o a un valore di gran lunga inferiore a quello di mercato ai parenti di primo grado dell'ex direttore dell'edilizia, siano stati rilasciati certificati di abitabilità per immobili di alcuni imprenditori edili non conformi alle licenze e ai progetti.
Nei rapporti dei periti preparati nell'ambito dell'indagine, è stato affermato che alcuni appalti sono stati assegnati ripetutamente alle stesse aziende in cambio di favori e che questa situazione ha causato un danno erariale di miliardi di lire.
Nel rapporto è stato inoltre riferito che sono stati rilevati elementi secondo cui l'ex sindaco sospettato e suo fratello avrebbero utilizzato le risorse del comune per i propri interessi e avrebbero causato il trasferimento forzato delle quote di un hotel appartenente a un uomo d'affari.
Nell'ambito dell'indagine, è stato ipotizzato che i sospettati abbiano acquistato numerosi veicoli di lusso, immobili e attività commerciali intestandoli a terzi con i proventi ottenuti, e che abbiano inoltre riciclato il denaro derivante dal reato fondando varie imprese.
Secondo le informazioni contenute nel fascicolo, è stato anche sostenuto che alcuni sospettati, sotto la direzione di quelli già detenuti, abbiano fatto presentare false denunce contro alcuni albergatori che avevano testimoniato contro di loro.
Secondo le accuse, utilizzando informazioni ottenute dall'interno, sono state inflitte pesanti sanzioni agli operatori turistici e, con questo metodo, si è cercato di intimidire i proprietari degli hotel.
36 FERMI CON UN'OPERAZIONE SIMULTANEA
Nell'ultima fase dell'indagine, su istruzione della Procura, le squadre della gendarmeria hanno condotto operazioni simultanee.
Nelle operazioni sono stati fermati in totale 36 sospettati, tra cui l'ex vicesindaco O.E.D., il direttore del controllo edilizio M.Y., dipendenti comunali, imprenditori edili e proprietari di hotel.
Fonte della notizia: 12punto
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