Nuovo processo per Emine Ayna, la cui scarcerazione era stata disposta nel processo Kobani
È stato avviato un procedimento giudiziario contro l'ex co-presidente del DBP Emine Ayna con l'accusa di "appartenenza a un'organizzazione terroristica armata", per la quale rischia fino a 15 anni di reclusione. Ieri, nel processo Kobani in cui è stata emessa la sentenza, Ayna era stata condannata a 10 anni di carcere, ma ne era stata disposta la scarcerazione tenendo conto del periodo già trascorso in detenzione.
Nell'ambito di un'indagine per terrorismo, è stato avviato un processo contro l'ex co-presidente del Partito delle Regioni Democratiche (DBP) Emine Ayna con l'accusa di "appartenenza a un'organizzazione terroristica armata", che prevede una pena detentiva da 7 anni e 6 mesi a 15 anni.
L'atto d'accusa preparato dalla Procura della Repubblica di Diyarbakır contro l'imputata a piede libero Ayna è stato accettato dalla 4ª Corte d'Assise.
Nell'atto d'accusa sono stati forniti dettagli sulla fondazione, la struttura e gli attacchi dell'organizzazione terroristica armata PKK/KCK.
Ricordando che l'indagata Ayna non gode dell'immunità parlamentare poiché non è stata eletta deputata nelle elezioni generali della 25ª legislatura, l'atto d'accusa riferisce che la Procura ha condotto indagini sulle organizzazioni terroristiche e sui terroristi che operano per conto di esse, identificando impronte palmari e digitali sui materiali rinvenuti.
L'atto d'accusa informa che l'indagine è stata avviata in seguito al rapporto di perizia del 5 ottobre 2020, che ha stabilito che un'impronta digitale ottenuta da vari frammenti di carta strappati corrispondeva a quella dell'indagata Emine Ayna.
Mentre l'indagine su Ayna era in corso, è stato registrato che un altro fascicolo d'indagine è stato inviato alla Procura della Repubblica di Diyarbakır dalla Procura della Repubblica di Ağrı per incompetenza territoriale. Nell'atto d'accusa si legge: "Dopo le elezioni locali del 29 marzo 2009, l'organizzazione terroristica PKK/KCK ha lanciato appelli affinché la popolazione mostrasse resistenza attraverso organi di stampa e media affiliati. L'indagata, in seguito a questi appelli, si è recata ad Ağrı e ha tenuto un discorso presso la sede del Partito della Società Democratica (DTP)".
Nella sezione di valutazione e conclusione dell'atto d'accusa è stato riportato quanto segue:
"A seguito delle indagini condotte sulle organizzazioni terroristiche e sui membri che operano per conto di esse, nell'ambito dei fascicoli preparatori n. 2007/996 e 2007/1776 della Procura della Repubblica di Diyarbakır, sono stati celebrati processi contro alcuni sospettati le cui impronte palmari e digitali sono state identificate durante l'esame dei materiali sequestrati.
Dagli esami effettuati nell'ambito dell'indagine, è stato stabilito che l'impronta digitale ottenuta da vari frammenti di carta strappati corrisponde a quella dell'indagata Emine Ayna. Inoltre, l'indagata si è recata ad Ağrı in linea con gli appelli dell'organizzazione terroristica e vi ha tenuto un discorso. Si è compreso che esistono prove sufficienti per avviare un'azione penale pubblica contro l'indagata per il reato di appartenenza a un'organizzazione terroristica armata, di cui è accusata. Si richiede e si sostiene, per conto del pubblico, che l'indagata venga condannata per il reato contestato."
Nell'atto d'accusa, per Ayna viene richiesta una pena detentiva da 7 anni e 6 mesi a 15 anni per il reato di "appartenenza a un'organizzazione terroristica armata".
Fonte della notizia: AA
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