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Nuovi sviluppi nel processo a Sezgin Baran Korkmaz: 'Potrebbe avere un impatto negativo'

È proseguito il processo a carico di Sezgin Baran Korkmaz, proprietario della SBK Holding, di altre 10 persone (di cui 3 straniere) e delle società "civilmente responsabili" a loro collegate, accusati di "riciclaggio di beni" ottenuti illecitamente dagli Stati Uniti.

Nuovi sviluppi nel processo a Sezgin Baran Korkmaz: 'Potrebbe avere un impatto negativo'

È proseguito il processo a carico di Sezgin Baran Korkmaz, proprietario della SBK Holding, di altre 10 persone (di cui 3 straniere) e delle società "civilmente responsabili" a loro collegate, accusati di "riciclaggio di beni" ottenuti illecitamente dagli Stati Uniti.

All'udienza presso il 10° Tribunale Penale di Primo Grado di Istanbul hanno partecipato gli avvocati delle parti.

Il giudice ha dichiarato che è giunta la risposta alla richiesta di assistenza giudiziaria inviata agli Stati Uniti, finalizzata a ottenere le deposizioni degli imputati Sezgin Baran Korkmaz, Jacob Ortell Kingston e Levon Termendzhyan, attualmente residenti nel Paese.

"POTREBBE AVERE UN IMPATTO NEGATIVO"

Secondo la nota di risposta del Dipartimento di Giustizia degli Stati Uniti, le richieste di informazioni su tutti i reati contestati agli imputati, sulla natura delle loro dichiarazioni, sull'eventuale presenza di movimenti bancari illegali, sull'imposizione di restrizioni sui loro beni e sull'acquisizione delle loro testimonianze negli Stati Uniti, sono state ritenute correlate al procedimento penale in corso negli Stati Uniti.

Nella nota, in cui si specifica che l'adempimento di tali richieste è stato rinviato in considerazione degli accordi tra Turchia e Stati Uniti, viene sottolineato che l'esecuzione di tali richieste "potrebbe avere un impatto negativo" sul procedimento giudiziario in corso negli Stati Uniti.

Il documento afferma che le autorità statunitensi sono sensibili all'assistenza richiesta dalle autorità turche, aggiungendo: "Il Dipartimento di Giustizia è pronto a fare ogni sforzo per eseguire le suddette richieste nel più breve tempo possibile. Continueremo a informarvi su ogni tipo di sviluppo pertinente".

Durante l'udienza, è stato chiesto agli avvocati delle parti di esprimersi in merito alla risposta degli Stati Uniti.

Volkan Dülger, uno degli avvocati dell'imputato Korkmaz, ha sostenuto che il processo in corso sia una replica del fascicolo statunitense e, dato che i due Paesi riconoscono le rispettive decisioni in virtù di accordi bilaterali, ha chiesto che si attenda l'esito del procedimento negli Stati Uniti.

Ahmet Susoy, un altro legale di Korkmaz, ha dichiarato che il suo assistito è stato rilasciato nel processo statunitense con il divieto di espatrio e che la prossima udienza è fissata per il 28 aprile, aggiungendo: "Il mio assistito desidera venire a partecipare a questa udienza se il divieto di espatrio verrà revocato. Chiediamo la revoca del mandato di cattura emesso nei suoi confronti".

Gli avvocati delle altre parti hanno richiesto la revoca delle misure cautelari e dei controlli giudiziari imposti alle società e agli imputati.

Il giudice, nel pronunciare le decisioni interlocutorie, ha stabilito che, poiché la richiesta di acquisire le deposizioni degli imputati Sezgin Baran Korkmaz, Jacob Ortell Kingston e Levon Termendzhyan negli Stati Uniti non è stata soddisfatta dal Paese interessato, non verrà intrapresa alcuna azione in questa fase per l'acquisizione delle loro testimonianze.

Il tribunale ha deciso di inviare una comunicazione al Ministero della Giustizia per ottenere informazioni sull'eventuale conclusione del procedimento in corso negli Stati Uniti a carico di Korkmaz, Kingston e Termendzhyan, respingendo le richieste degli avvocati e rinviando l'udienza al 3 ottobre.

DALL'ATTO DI ACCUSA

Nell'atto di accusa preparato dall'Ufficio per i reati di terrorismo della Procura della Repubblica di Istanbul, si richiede per gli imputati Sezgin Baran Korkmaz, Alptekin Yılmaz e Olessia Zoubkova, colpiti da mandato di cattura, e per gli imputati a piede libero Kamil Feridun Özkaraman, Ayşe Nil Yılmaz, Bereket Öner e Ziyaattin Bartik, una condanna da 3 a 7 anni e 6 mesi di reclusione per il reato di "acquisto, accettazione, detenzione o utilizzo di beni oggetto di reato, essendone a conoscenza".

Per gli imputati di nazionalità statunitense Jacob Ortell Kingston e Levon Termendzhyan (Lev Aslan Dermen), colpiti da mandato di cattura, l'accusa richiede una pena da 4 anni e 6 mesi a 10 anni e 6 mesi di reclusione per "aver sottoposto a varie operazioni beni provenienti da reato, al fine di trasferirli all'estero, occultarne l'origine illecita o creare l'impressione che siano stati ottenuti per vie lecite". Per l'imputato a piede libero Doğa Doğan, viene richiesta una pena da 1 anno e 6 mesi a 3 anni e 9 mesi di reclusione per "favoreggiamento nel riciclaggio di beni provenienti da reato".

L'atto di accusa richiede inoltre la confisca dei profitti economici ottenuti dagli imputati in caso di condanna, nonché la revoca delle licenze operative per 6 società, tra cui la SBK Holding, indicate come "civilmente responsabili".

Inoltre, in base al rapporto di "indagine sul riciclaggio" redatto dal MASAK, l'atto di accusa richiede la confisca delle società Komak Isı Yalıtım Sistemleri Sanayi ve Ticaret Limited Şirketi e Mega Varlık Yönetim AŞ, in quanto vi sono prove concrete del loro utilizzo per commettere reati. Si richiede infine la confisca di 42.500 tenge kazaki, 3.320 euro, 11.340 lire, 400 sterline e 9.415 dollari sequestrati durante la perquisizione presso la Mega Varlık Yönetim AŞ.


Fonte della notizia: AA

Ministero della Giustizia Procura della Repubblica di Istanbul MASAK Sezgin Baran Korkmaz