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Nuovi sviluppi nel caso di İnan Kıraç: cure ostacolate e infermieri non ammessi in casa

È stato redatto un atto d'accusa che richiede la reclusione per Emine Alangoya, moglie nel matrimonio annullato dal tribunale dell'imprenditore 88enne İnan Kıraç, e per alcuni dipendenti, con le accuse di "sequestro di persona qualificato" e "violazione degli obblighi derivanti dal diritto di famiglia".

Nuovi sviluppi nel caso di İnan Kıraç: cure ostacolate e infermieri non ammessi in casa

Si registrano nuovi sviluppi riguardanti İnan Kıraç, 88 anni, figura di spicco della Koç Holding, al quale nei mesi scorsi è stato assegnato un tutore legale. La procura ha redatto un atto d'accusa contro Emine Alangoya, sua moglie nel matrimonio annullato dal tribunale, e alcuni suoi dipendenti.

Secondo quanto riportato da Bülent Aydemir di Habertürk, le controversie riguardanti lo stato di salute e il matrimonio di İnan Kıraç, che ha recentemente posto fine a una lunga rottura con la figlia İpek Kıraç, sono state portate in tribunale.

I VIAGGI VERSO ANTALYA E BODRUM NEL FASCICOLO

Nella petizione presentata alla procura da İpek Kıraç, si afferma che Emine Alangoya e i suoi assistenti hanno condotto İnan Kıraç ad Antalya e Bodrum via terra in diverse date, e che tali viaggi costituiscono il reato di "sequestro di persona".

Nell'atto d'accusa vengono segnalati i viaggi effettuati il 3 maggio 2025 verso Bodrum, il 10 maggio verso Antalya e il 23 maggio, quando è stato prelevato dall'ospedale prima delle dimissioni per essere portato nella casa di Vaniköy.

CURE OSTACOLATE, INFERMIERI NON AMMESSI IN CASA

Secondo le perizie e le testimonianze contenute nel fascicolo, Emine Alangoya non avrebbe accettato la diagnosi di demenza di İnan Kıraç e la necessità di cure, impedendo agli infermieri inviati dal tutore di accedere alla residenza e ritardando check-up e controlli medici.

È stato inoltre rilevato che a Kıraç, affetto da diabete, venivano somministrati dolci e che i controlli sanitari venivano sistematicamente ostacolati. È stato sottolineato che questa situazione ha influito negativamente sul percorso di salute di Kıraç.

VALUTAZIONE SULL'ASSENZA DEL REATO DI "MALTRATTAMENTO"

Sebbene fosse stato ipotizzato che i lunghi viaggi via terra costituissero un "maltrattamento sistematico", si è giunti alla conclusione che ciò non configuri il "reato di maltrattamento" poiché il paziente era accompagnato da assistenti durante gli spostamenti. Tuttavia, sono state raccolte prove solide riguardo alla commissione del reato di "sequestro di persona".

RICHIESTA DI RECLUSIONE E PROCESSO

La procura ha redatto un atto d'accusa con richiesta di reclusione per gli indagati Emine Alangoya, Kenan İpek, Ali Şenol e Barış Coşkun. È stato dichiarato che le dichiarazioni di diniego di Emine Alangoya non coincidono con le testimonianze degli altri indagati e con le prove concrete.

Sebbene sia stato indicato che le accuse sono soggette a conciliazione ai sensi dell'art. 253 del Codice di Procedura Penale (CMK), è stato riferito che l'atto d'accusa è stato redatto senza applicare le disposizioni sulla conciliazione, a causa della sussistenza del reato di "sequestro di persona".


Fonte della notizia: 12punto

Emine Alangoya İnan Kıraç