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Nuovi spazi per il Diyanet: l'AKP riporta in Parlamento i poteri annullati dalla Corte Costituzionale

I poteri della Presidenza degli Affari Religiosi (Diyanet), precedentemente annullati dalla Corte Costituzionale, sono stati presentati al Parlamento per essere nuovamente regolamentati attraverso una nuova proposta di legge.

Nuovi spazi per il Diyanet: l'AKP riporta in Parlamento i poteri annullati dalla Corte Costituzionale

Una nuova proposta di legge presentata dai deputati dell'AKP alla Grande Assemblea Nazionale Turca contiene nuove disposizioni che annullerebbero di fatto le precedenti decisioni di annullamento emesse dalla Corte Costituzionale (AYM) in merito alla Presidenza degli Affari Religiosi.

Secondo quanto riportato da Cumhuriyet, la proposta rende possibile, nonostante la decisione di annullamento della Corte Costituzionale, la nomina di consulenti spirituali da parte della Direzione Generale dei Servizi Religiosi all'interno di dormitori studenteschi, istituti scolastici e centri giovanili. Inoltre, l'Alto Consiglio per gli Affari Religiosi potrà esaminare le traduzioni del Corano in risposta a richieste ufficiali.

IL DIYANET SI ESPANDE IN OGNI ISTITUZIONE

Era emerso che il Diyanet, nell'ambito dell'"Anno della Famiglia 2025", aveva inviato una circolare a 17 ministeri per avviare corsi di Corano per la fascia d'età 4-6 anni all'interno delle istituzioni pubbliche, con lezioni di cinque ore a settimana. In seguito a questo sviluppo, la questione era stata portata davanti alla magistratura e in Parlamento. Con la nuova proposta di legge, l'obiettivo è quello di fornire una base giuridica a questi passi e di rendere inefficaci le decisioni della Corte Costituzionale.

LE DISPOSIZIONI ANNULLATE TORNANO IN PARLAMENTO

Il provvedimento, intitolato "Proposta di legge sulla modifica di alcune leggi e del decreto legge n. 660", è stato presentato ieri alla Presidenza del Parlamento. La proposta mira a rimettere in vigore le disposizioni per le quali la Corte Costituzionale aveva emesso una sentenza di annullamento il 7 dicembre 2023, pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale il 4 giugno 2024.

NUOVA BASE PER LE ATTIVITÀ DI IRSHAD

Uno dei motivi dell'annullamento da parte della Corte Costituzionale era che le attività di irshad (guida religiosa) condotte dalla Direzione Generale dei Servizi Religiosi in aree come dormitori studenteschi e centri giovanili non potevano essere legittimate con la scusa dell'adeguamento alle modifiche costituzionali. Tuttavia, con la nuova proposta, si mira a legalizzare nuovamente queste attività ampliandone l'ambito.

ALL'ALTO CONSIGLIO TORNANO I VECCHI POTERI

L'Alta Corte aveva precedentemente annullato i poteri conferiti all'Alto Consiglio per gli Affari Religiosi, come la "valutazione delle traduzioni del Corano", l'"esame delle pubblicazioni religiose" e la "determinazione degli orari di preghiera e dei giorni religiosi". Nella nuova proposta, questi poteri vengono restituiti al Consiglio, sempre in risposta a richieste ufficiali.

A seguito degli esami del Consiglio, la stampa e la distribuzione delle pubblicazioni religiose ritenute discutibili potranno essere interrotte tramite ricorso alla magistratura. Per i contenuti online, potrà essere presa una decisione di blocco dell'accesso o di rimozione del contenuto. Queste decisioni continueranno ad essere applicate fino alla conclusione dei ricorsi.

LA CONSULENZA SPIRITUALE SI DIFFONDE IN OGNI SETTORE

Secondo la nuova proposta di legge, la Direzione Generale dei Servizi Religiosi affiliata al Diyanet potrà offrire consulenza spirituale e servizi religiosi in molti ambiti, come dormitori studenteschi, scuole, campi giovanili, carceri, istituti sanitari e istituzioni di assistenza sociale. Oltre a ciò, saranno condotti servizi speciali rivolti a immigrati, disabili, persone con dipendenze e vittime di disastri.

AMPLIATO IL POTERE DI INTERVENTO SULLE TRADUZIONI DEL CORANO

L'Alto Consiglio per gli Affari Religiosi non avrà più solo il potere di esame, ma anche quello di intervento in base ai risultati. La pubblicazione delle traduzioni ritenute "discutibili" a seguito dell'esame potrà essere bloccata con decisione giudiziaria; quelle già distribuite potranno essere ritirate e distrutte. Sanzioni simili potranno essere applicate anche per le pubblicazioni digitali.


Fonte della notizia: 12punto

Presidenza degli Affari Religiosi