Nuovi dettagli sullo scandalo delle escort al Diyanet!
Mentre si allarga lo scandalo delle "escort" che ha coinvolto i funzionari religiosi dell'ATIB, l'ente rappresentativo del Diyanet in Austria, emergono anche casi di corruzione legati ai fondi per il pellegrinaggio (Hajj) e per i funerali. I "conti bancari diplomatici" sono rimasti al di fuori del controllo delle autorità austriache.
Lo scandalo delle "escort" che ha coinvolto l'ATIB (Unione Turco-Islamica in Austria), l'organizzazione del Diyanet in Austria, e i funzionari religiosi inviati dalla Turchia, continua a far discutere. Le accuse, che si fanno sempre più pesanti, attirano l'attenzione non solo per gli aspetti religiosi, ma anche per le implicazioni diplomatiche e finanziarie.
Secondo quanto riportato da Sözcü, le spese per gli intrattenimenti con escort venivano coperte attraverso un "conto bancario diplomatico" a cui potevano accedere esclusivamente gli addetti ai servizi religiosi. Il fatto che tali conti non siano soggetti ad alcun tipo di controllo da parte delle autorità austriache solleva numerosi interrogativi.
La circostanza che la piena autorità su tali conti spetti solo ai consulenti rende ancora più cruciale la questione della provenienza del denaro. Secondo le informazioni pervenute, gran parte dei fondi trasferiti su questi conti proviene dalle donazioni raccolte nell'ambito dell'organizzazione dell'Hajj. Lo scandalo non si ferma qui: è emerso infatti che anche gli stipendi e le spese di alcuni imam venivano coperti dal fondo di assistenza funebre, il che indica un abuso dei fondi destinati alla beneficenza.
Fonte della notizia: 12punto
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