Nuova mossa di Dilan Polat dopo il rigetto della richiesta di scarcerazione
Gli avvocati di Dilan Polat, la cui richiesta di scarcerazione è stata respinta, sono tornati a muoversi. È emerso che i legali avevano proposto l'applicazione di misure cautelari alternative, inclusi gli arresti domiciliari, ma che il tribunale ha respinto anche questa istanza.
Si registra un nuovo sviluppo nel processo che vede coinvolti 28 imputati, tra cui Dilan Polat ed Engin Polat, accusati di riciclaggio di denaro e per i quali è stata richiesta una pena fino a 40 anni di reclusione.
Il 2° Tribunale Penale di Primo Grado di Istanbul Anadolu aveva precedentemente confermato la custodia cautelare in carcere per Dilan e Engin Polat, insieme ad altri 5 imputati.
L'avvocato di Dilan Polat aveva richiesto la scarcerazione della sua assistita, sostenendo che il rapporto MASAK fosse a loro favore e che la cliente soffrisse di problemi di salute; tuttavia, il tribunale aveva respinto l'istanza citando il rischio di fuga.
RICHIESTA DI ARRESTI DOMICILIARI DAGLI AVVOCATI DI DILAN POLAT
È arrivata una nuova mossa da parte dei legali di Dilan Polat, dopo il rigetto della richiesta di scarcerazione. Secondo quanto riportato da Sabah, è stato presentato ricorso contro il diniego. Sostenendo che sia stata effettuata una valutazione errata, è stata nuovamente richiesta la scarcerazione. È stato inoltre specificato che, qualora non venisse concessa la scarcerazione, l'imputata potrebbe essere rilasciata applicando diverse misure cautelari, inclusi gli arresti domiciliari.
RICORSO SU RICORSO
Il 2° Tribunale Penale di Primo Grado di Istanbul Anadolu, competente per il giudizio, ha respinto la richiesta. L'avvocato di Dilan Polat ha presentato ricorso anche contro questa decisione.
Il 6° Tribunale Penale Pesante di Istanbul Anadolu, in qualità di corte d'appello, ha respinto il ricorso, rilevando che in precedenza il 4° Tribunale Penale Pesante di Istanbul Anadolu aveva già confermato la custodia cautelare, che esistono prove concrete che costituiscono un forte sospetto di reato e che la scarcerazione con misure cautelari sarebbe insufficiente. Il tribunale ha quindi confermato il mantenimento della custodia cautelare.
'POTREBBE INQUINARE LE PROVE'
Anche Alper Kürşat Polat, fratello di Engin Polat, ha presentato una richiesta di scarcerazione. Polat, che nel processo figura con l'accusa di essere un dirigente di un'organizzazione criminale, ha chiesto la libertà sostenendo che nel rapporto MASAK non siano stati rilevati elementi negativi a suo carico. Il tribunale ha respinto la richiesta, sottolineando il rischio di fuga, la possibilità di inquinamento delle prove poiché non ancora pienamente raccolte, e l'esistenza di prove che indicano un forte sospetto di reato a suo carico.
Fonte della notizia: 12punto
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