Nuova dichiarazione da Qandil: 'In queste condizioni non è possibile convocare il congresso'
Cemil Bayık, sedicente leader dell'organizzazione terroristica PKK, ha rilasciato una dichiarazione in merito all'appello del capo dell'organizzazione, Abdullah Öcalan, affinché il gruppo si sciolga e deponga le armi. Bayık ha affermato che non è possibile convocare un congresso nelle attuali condizioni, aggiungendo che il processo sarà valutato qualora si creino le condizioni adeguate.
Il capo dell'organizzazione terroristica PKK, Öcalan, ha rilasciato la tanto attesa dichiarazione, lanciando un appello affinché l'organizzazione si sciolga e deponga le armi.
Öcalan ha dichiarato: “In questo clima, creato dall'appello del signor Devlet Bahçeli, dalla volontà espressa dal signor Presidente e dagli approcci positivi degli altri partiti politici verso tale appello, lancio un invito a deporre le armi e mi assumo la responsabilità storica di questo appello”. Inoltre, rivolgendosi al PKK, ha affermato: “Convocate il vostro congresso e prendete una decisione per l'integrazione con lo Stato e la società”.
LA RISPOSTA DELL'ORGANIZZAZIONE SEPARATISTA ALL'APPELLO
Dopo la dichiarazione di Öcalan, da Qandil è giunto un comunicato in cui si annuncia il sostegno all'appello del leader e l'intenzione di intraprendere passi in tal senso. Tuttavia, Cemil Bayık, uno dei sedicenti leader dell'organizzazione, ha sostenuto che le condizioni attuali rendono difficile l'adozione di una tale decisione.
In merito alle operazioni militari della Turchia, Bayık ha dichiarato: "Tutti sanno che in queste condizioni non è possibile convocare il congresso ed è pericoloso. Se le condizioni saranno soddisfatte, il congresso si riunirà e prenderà quelle decisioni. Il movimento lo ha già dichiarato chiaramente. Anche noi, come co-presidenza, lo abbiamo dichiarato. Tutti lo sanno".
ERA GIUNTA ANCHE UNA DICHIARAZIONE DI CESSATE IL FUOCO
Nella dichiarazione rilasciata dall'organizzazione terroristica PKK si legge: "Nessuna delle nostre forze armate compirà azioni a meno che non vi siano attacchi". Tuttavia, l'organizzazione pone come condizione per l'adempimento dell'appello di Öcalan la fine delle operazioni militari e l'avvio di negoziati politici.
Il PKK ha ribadito le proprie richieste per la liberazione di Öcalan, sostenendo che questo passo sia necessario affinché il processo possa procedere in modo sano.
L'ACCORDO IN SIRIA
Bayık ha inoltre fatto riferimento all'accordo firmato tra Hayat Tahrir al-Sham (HTS), che detiene lo status di governo provvisorio in Siria, e le Forze Democratiche Siriane (SDF).
Affermando che questo accordo è critico per la regione, Bayık ha dichiarato: "Questo è un inizio, un buon inizio. Anche gli alauiti devono sapere che sono una delle forze fondamentali di questa mossa".
Fonte della notizia: 12punto
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