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Messaggio del 29 ottobre dall'Associazione delle Donne Progressiste: 'Abbasso il dispotismo, viva la Repubblica'

L'Associazione delle Donne Progressiste ha rilasciato una dichiarazione in occasione del centenario della nostra Repubblica. Nella nota si legge: “La volontà e il patrimonio progressista che 100 anni fa si sono sollevati contro l'occupazione, il sultanato e l'oscurantismo continuano a lottare contro questa oscurità. Abbasso il dispotismo, viva la Repubblica”.

Messaggio del 29 ottobre dall'Associazione delle Donne Progressiste: 'Abbasso il dispotismo, viva la Repubblica'

Nella dichiarazione rilasciata dall'associazione si legge quanto segue: 

Nella nota, intitolata “Non rinunciamo alla laicità. Viva la Repubblica nel suo centenario”, si afferma: “Il potere politico, che mira a eliminare le conquiste della Repubblica – la quale ha rappresentato una rivoluzione radicale e un grande passo avanti anche per la lotta delle donne per l'uguaglianza – sta cercando di instaurare un regime in cui la disuguaglianza delle donne è considerata parte della natura, mentre la povertà e lo sfruttamento sono visti come un destino prestabilito”. Ricordando che il Codice Civile è sotto attacco, la dichiarazione prosegue: “Il potere politico vuole ora certificare il regime che sta cercando di costruire con una ‘nuova costituzione’. Questo tentativo significa la distruzione della Repubblica con tutte le sue istituzioni, i suoi valori e i suoi principi” 

La dichiarazione è la seguente:

Nel centenario della Repubblica, fondata ponendo fine al sultanato e al califfato con la vittoria della lotta contro l'occupazione imperialista, molte conquiste, in particolare la laicità, l'indipendenza e la cittadinanza, sono state liquidate dalla classe capitalista e dal potere politico.

Il potere politico, che mira a eliminare le conquiste della Repubblica – la quale ha rappresentato una rivoluzione radicale e un grande passo avanti anche per la lotta delle donne per l'uguaglianza – sta cercando di instaurare un regime in cui la disuguaglianza delle donne è considerata parte della natura, mentre la povertà e lo sfruttamento sono visti come un destino prestabilito.

D'altra parte, il Codice Civile, simbolo del diritto laico e fondamento dell'uguaglianza giuridica e sociale delle donne, viene preso di mira da elementi reazionari, arrivando a sostenere che le donne debbano essere trattate come proprietà. Coloro che competono in reazionarietà con il potere politico e gli elementi bigotti, arrivano a definire “obsoleta” la legge sulla chiusura dei dervisci e delle confraternite, e possono descrivere come eroi popolari i collaborazionisti nemici della Repubblica presenti nella storia.

Il potere politico, rafforzato anche dalla composizione più reazionaria, collaborazionista e di destra della storia della Grande Assemblea Nazionale Turca (TBMM), vuole ora certificare il regime che sta cercando di costruire con una “nuova costituzione”. Questo tentativo significa la distruzione della Repubblica con tutte le sue istituzioni, i suoi valori e i suoi principi.

Coloro che cercano di sostituire il cittadino con il suddetto e il popolo con la massa, arrivano a dichiarare che vedono la Repubblica come una situazione temporanea, dicendo che “l'intervallo pubblicitario di cento anni sta finendo”, e possono arrivare a cancellare le celebrazioni del centenario della Repubblica.

Coloro che abbandonano le risorse del Paese all'avidità di profitto del capitale, coloro che sono complici delle politiche di guerra e occupazione dell'imperialismo, coloro che portano al potere sette, confraternite, bande mafiose e clan liquidando di fatto la laicità, si preparano a piantare l'ultimo chiodo nella bara della Repubblica nel suo centenario.

Tuttavia, non dimentichino che la volontà e il patrimonio progressista che 100 anni fa si sono sollevati contro l'occupazione, il sultanato e l'oscurantismo continuano a lottare contro questa oscurità.

L'Associazione delle Donne Progressiste invita tutte le donne a dare forza alla lotta per una Repubblica laica che sorgerà sulle spalle dei lavoratori per un Paese equo e libero.

Non rinunciamo alla laicità!

Abbasso il dispotismo, viva la Repubblica!



Fonte della notizia: 12punto