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La risposta di Yılmaz Tunç a İmamoğlu: 'Nessuno può puntare il dito'

Il Ministro della Giustizia Yılmaz Tunç ha risposto duramente alla dichiarazione di "sfida accettata" di İmamoğlu. Tunç ha affermato: "Nessuno può minacciare la magistratura, nessuno può puntare il dito".

La risposta di Yılmaz Tunç a İmamoğlu: 'Nessuno può puntare il dito'

Il Ministro della Giustizia Yılmaz Tunç ha rilasciato alcune dichiarazioni ai giornalisti.

Il Ministro ha risposto alle parole del sindaco della municipalità metropolitana di Istanbul (İBB), Ekrem İmamoğlu, il quale, in merito al processo in appello che lo vede condannato a 2 anni, 7 mesi e 15 giorni di reclusione con l'interdizione dai pubblici uffici per 5 anni, aveva dichiarato che se la sentenza fosse stata confermata, il popolo si sarebbe sollevato e il governo non avrebbe nemmeno visto la fase di Cassazione.

Tunç ha dichiarato: "Il popolo sa come rispondere a chi adotta tali atteggiamenti quando necessario".

"NON PUÒ ESSERE MINACCIATA"

Ecco le dichiarazioni di Tunç:

"In particolare, gli articoli 9 e 138 della nostra Costituzione sono fondamentali. La nostra magistratura prende decisioni nel quadro della legislazione pertinente. Nessuno può minacciare la magistratura. Nessuno può puntare il dito contro la magistratura. È un comportamento inappropriato. La magistratura è indipendente e tutti devono rispettare le decisioni giudiziarie. 

Non si può minacciare i membri della magistratura apparendo in programmi televisivi e gesticolando. Le decisioni giudiziarie possono certamente essere criticate. Dopo che la magistratura ha emesso una sentenza, attraverso le critiche essa giunge alla perfezione. Non si può uscire allo scoperto e puntare il dito per influenzare i membri della magistratura.

COSA AVEVA DETTO İMAMOĞLU?

Ekrem İmamoğlu, nelle dichiarazioni rilasciate ieri in merito al processo noto all'opinione pubblica come il 'processo degli sciocchi' (ahmak davası), aveva affermato quanto segue:

"Questo popolo si solleverà. Oltre la mia tesi... Sfida accettata. Tutto è sotto gli occhi di tutti. Se chiedeste a mille giuristi, nessuno di loro emetterebbe una condanna per la parola 'sciocco'. A chi è stato rivolto il termine? È chiaro. La perizia è chiara. Le manovre effettuate sono chiare. State creando un processo dal nulla. È vergognoso. Il governo che si permette una cosa del genere ne è responsabile. Sfida accettata. Volete emettere una condanna? Fatelo pure. Vi do la mia parola: questo popolo si solleverà. Questo popolo non vi permetterà di arrivare alla decisione della Corte di Cassazione, vi manderà a casa. Anche il metodo è chiaro. Arriveranno elezioni anticipate".


Fonte della notizia: 12punto

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