La giovane uccisa brutalmente nel giorno di San Valentino era una 'sicaria': 'Mi ha sparato mentre facevo la doccia'
È emerso che İpek Akgül, la diciannovenne uccisa brutalmente ad Adana nel giorno di San Valentino, era una "sicaria". Si ipotizza che la ragazza sia stata uccisa perché aveva ferito la persona che le era stato ordinato di eliminare. Quattro persone sospettate di essere coinvolte nell'omicidio sono state arrestate.
Il 14 febbraio, Yaşar Bulut (20) si è presentato presso la Squadra Omicidi della Direzione di Polizia di Adana, confessando di aver ucciso la sua fidanzata İpek Akgül (19) con la scusa che lo avesse tradito e dichiarando di averne sepolto il corpo in un agrumeto.
Yaşar Bulut è stato preso in custodia dagli agenti della Squadra Omicidi, che hanno immediatamente avviato le ricerche per ritrovare il corpo di İpek Akgül.
Gli investigatori hanno individuato le coordinate dell'auto noleggiata da Bulut tramite il GPS, localizzando il corpo di İpek Akgül in un frutteto nel quartiere Asmalı del distretto di Yumurtalık. Il cane molecolare 'Asena' ha rinvenuto il cadavere della giovane sepolto nel terreno durante le ricerche nel frutteto.
"L'HANNO TORTURATA E POI LE HANNO SPARATO"
L'autopsia effettuata presso l'obitorio dell'Istituto di Medicina Legale di Adana ha rivelato che, l'11 febbraio, İpek Akgül era stata prima brutalmente torturata, riportando la frattura di un braccio e delle costole, e successivamente uccisa con colpi di pistola in diverse parti del corpo.
Il funerale di Akgül si è svolto tra le lacrime nel cimitero di Yeşiloba, nel distretto di Seyhan.
"LA POLIZIA HA SCOPERTO CHE İPEK ERA UNA SICARIA"
La squadra speciale della Squadra Omicidi ha proseguito le indagini senza sosta per fare luce sull'omicidio di İpek Akgül.
Dalle indagini è emerso che, tre giorni prima, İpek era arrivata da Smirne e aveva sparato tre colpi di pistola contro E.A. (22), conosciuto sui social media, mentre quest'ultimo si trovava sotto la doccia a casa sua, per poi darsi alla fuga. E.A., dimesso dopo le cure, ha dichiarato: "Ci siamo conosciuti su internet, abbiamo legato e ci siamo incontrati a casa mia. Mi ha sparato mentre facevo la doccia, senza alcun motivo".
"I MANDANTI DELL'OMICIDIO DI İPEK NON SONO SFUGGITI ALLA SQUADRA SPECIALE"
La squadra speciale della Squadra Omicidi, analizzando i dati del Sistema di Gestione della Sicurezza Urbana (KGYS) e del Sistema di Monitoraggio delle Targhe (PTS), ha stabilito che la notte in cui İpek è stata uccisa, non era sola nell'auto.
Approfondendo le indagini, la polizia ha identificato l'ex fidanzato di İpek, Ahmet Albayrak (27), e il suo amico Mehmet Görgün (26) come presenti nell'auto la notte dell'omicidio.
Il killer Yaşar Bulut, interrogato, ha dichiarato: "In realtà non conoscevo la ragazza. Con me c'erano il vero fidanzato di İpek, Ahmet, e il suo amico Mehmet. Volevano che uccidessi la ragazza. Mi hanno promesso che si sarebbero presi cura di me in prigione".
Le indagini hanno confermato che Ahmet Albayrak e Mehmet Görgün avevano assoldato İpek come sicaria per uccidere E.A., con il quale avevano dei conti in sospeso.
Dopo che E.A. è sopravvissuto all'attentato, i sospettati, temendo che il loro piano venisse scoperto, hanno attirato İpek in una trappola dicendole: "La polizia ti sta cercando. Ti nasconderemo noi", per poi farla uccidere da Bulut.
"OPERAZIONE E ARRESTO DEI SOSPETTATI NELLE LORO ABITAZIONI"
Gli agenti della Squadra Omicidi hanno condotto un'operazione in due diverse abitazioni nel quartiere Beyazevler, nel distretto di Çukurova, arrestando Ahmet Albayrak e Mehmet Görgün.
Aziz Bulut (23), fratello del killer Yaşar Bulut, è stato fermato con l'accusa di aver favorito la latitanza del fratello.
Portati in centrale, i sospettati Ahmet Albayrak e Mehmet Görgün si sono accusati a vicenda durante gli interrogatori, negando di essere i mandanti del ferimento di E.A. e dell'omicidio di İpek.
Dopo le procedure di rito, le quattro persone sono state condotte in tribunale e successivamente arrestate dal giudice.
Fonte della notizia: İHA
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