L'appello di Hakan Fidan: 'Il PKK deve deporre le armi al più presto! O per scelta o in altro modo'
In visita in Qatar, il Ministro degli Esteri Hakan Fidan ha dichiarato: "Ci aspettiamo che l'accordo firmato tra l'YPG e l'amministrazione siriana venga attuato. Ci aspettiamo che il PKK, come organizzazione, risponda all'appello e deponga le armi".
Il Ministro degli Esteri Hakan Fidan prosegue i suoi incontri in Qatar, dove si è recato per una serie di colloqui ufficiali.
Fidan ha incontrato a Doha, capitale del Qatar, il Primo Ministro e Ministro degli Esteri del Qatar, lo sceicco Mohammed bin Abdulrahman Al-Thani.
Al termine dell'incontro bilaterale, il Ministro Fidan e il suo omologo Al-Thani hanno tenuto una conferenza stampa congiunta.
"IL PKK DEVE DEPORRE LE ARMI AL PIÙ PRESTO"
Durante l'incontro, Fidan ha lanciato messaggi importanti, soffermandosi anche sulla lotta al terrorismo e ribadendo con forza che "il PKK deve deporre le armi al più presto".

Ecco i punti salienti del discorso di Fidan:
"Mentre Israele attua un genocidio contro i palestinesi, sta massacrando anche la coscienza dell'umanità e il diritto internazionale.
Vogliamo che venga ripristinato il cessate il fuoco a Gaza, che gli aiuti umanitari entrino nella regione e che avvenga uno scambio reciproco di ostaggi e detenuti. La chiave per una soluzione giusta e duratura è la soluzione a due Stati. Continueremo a lavorare affinché i popoli palestinese e israeliano possano vivere in pace.
Stiamo proseguendo la nostra cooperazione per la ricostruzione della Siria. Sia la Turchia che il Qatar si stanno adoperando per la revoca delle sanzioni. Abbiamo discusso dell'ulteriore sostegno che possiamo fornire all'amministrazione siriana. I nostri principi riguardo alla Siria sono chiari. Non accettiamo il porto di armi al di fuori dell'autorità centrale in Siria. Non accettiamo le organizzazioni terroristiche.
Non accettiamo alcuna iniziativa che impedisca un sistema in cui i cittadini, sulla base di garanzie costituzionali, siano uguali e possano esprimere la propria identità.
Vogliamo vedere una situazione in cui vengano garantite pari opportunità a tutti i gruppi presenti nel Paese: turchi, sunniti, alawiti, turkmeni, arabi e drusi.
Ci aspettiamo che l'accordo firmato nei mesi scorsi tra l'YPG e l'amministrazione siriana venga attuato. Allo stesso tempo, ci aspettiamo che il PKK, come organizzazione, risponda positivamente all'appello al più presto, deponga le armi e smetta di essere un ostacolo al ritorno alla normalità nella nostra regione.
Come l'ISIS è uscito dal sistema, così farà anche il PKK. O uscirà di sua spontanea volontà, in pace e armonia, oppure uscirà in altro modo".
Fonte della notizia: 12punto
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