Israele ha contratto debiti per miliardi di dollari dal 7 ottobre
Israele ha annunciato di aver contratto debiti per circa 30 miliardi di shekel (7,8 miliardi di dollari) dal 7 ottobre, data in cui ha lanciato gli attacchi contro la Striscia di Gaza sotto assedio.
Secondo i dati diffusi dal Ministero delle Finanze israeliano, dal 7 ottobre sono stati contratti debiti per circa 8 miliardi di dollari, di cui oltre la metà, pari a 16 miliardi di shekel, in valuta estera e tramite emissioni sui mercati internazionali.
Il Ministero delle Finanze, nell'asta settimanale di titoli di Stato tenutasi ieri, ha reperito ulteriori 3,7 miliardi di shekel (circa 1 miliardo di dollari) dal mercato locale.
Il dipartimento di contabilità generale del Ministero ha dichiarato che l'indebitamento consente alle capacità finanziarie di Israele di coprire in modo completo e ottimale tutte le esigenze del governo.
In Israele, il deficit di bilancio, registrato a 4,6 miliardi di shekel a settembre, è salito a 22,9 miliardi di shekel a ottobre, a causa sia dell'impennata della spesa pubblica che del rallentamento dell'economia. Questa situazione ha portato il deficit di bilancio degli ultimi 12 mesi al 2,6%.
AUMENTA IL COSTO DELLA GUERRA PER L'ECONOMIA ISRAELIANA
Israele è entrato in una fase di spesa intensa dopo lo stato di guerra dichiarato il 7 ottobre. Il Primo Ministro Benjamin Netanyahu ha annunciato di aver "dato istruzioni di aprire i rubinetti".
In risposta, il Governatore della Banca Centrale d'Israele, Amir Yaron, ha sottolineato la necessità di un approccio equilibrato tra il sostegno all'economia e il mantenimento di una solida posizione fiscale.
Il bilancio israeliano è stato gravato da numerose spese, tra cui i costi dell'esercito che attacca incessantemente Gaza, l'esenzione fiscale per circa 350 mila riservisti richiamati in servizio, ulteriore sostegno finanziario, sgravi fiscali e l'alloggio per gli sfollati dalle zone di conflitto. Il ritiro dei riservisti dalla forza lavoro e dal consumo attivo ha inoltre indebolito la produzione e l'attività economica.
Il quotidiano economico israeliano "Calcalist" ha scritto che il costo totale della guerra supererà probabilmente i 51 miliardi di dollari.
AUMENTA IL NUMERO DI INDICATORI ECONOMICI IN ROSSO
Lo shekel, entrato in una tendenza al ribasso rispetto al dollaro, è sceso al livello più basso degli ultimi 10 anni.
Con il tentativo della Banca Centrale d'Israele di proteggere la valuta nazionale, si è registrata una diminuzione delle riserve di valuta estera del Paese.
Secondo la Banca Centrale, le riserve sono scese di 7,3 miliardi di dollari, attestandosi a 191,2 miliardi di dollari.
Inoltre, è stato riferito che anche le entrate fiscali di Israele hanno iniziato a diminuire a causa del rallentamento dell'economia.
L'agenzia di rating internazionale Standard & Poor's (S&P), il 25 ottobre, ha confermato il rating di credito di Israele a "AA-", ma ha cambiato l'outlook da "stabile" a "negativo" a causa dei rischi geopolitici.
Anche Fitch Ratings, all'inizio della scorsa settimana, ha annunciato di aver posto il rating di credito di Israele, pari ad "A+", sotto osservazione negativa a causa dei rischi geopolitici.
Moody's, il 20 ottobre, ha comunicato di aver posto il rating di credito di Israele, pari ad "A1", sotto revisione per un possibile declassamento.
È stato valutato che le spese aggiuntive sostenute da Israele e il rallentamento dell'economia porteranno a un aumento del deficit di bilancio del 2023.
Fonte della notizia: AA
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