Il processo era in corso: madre e figlia che lottavano contro una setta trovate morte!
È stata chiarita l'identità delle due persone trovate sulla spiaggia di Zeytinburnu. Si tratta di Fatma Nur Çelik (30 anni) e di sua figlia di 8 anni, Hifa İkra Şengüler. Era noto che la Çelik stesse tenendo un presidio di giustizia nell'ambito del processo in corso, in cui sosteneva che sua figlia fosse stata vittima di abusi sessuali da parte di un dirigente della Kuran’a Hizmet Vakfı (Fondazione per il Servizio al Corano) cinque anni fa.
Sono state identificate le due salme di una madre e di sua figlia rinvenute sulla spiaggia nel distretto di Zeytinburnu, a Istanbul. È stato riferito che le vittime sono Fatma Nur Çelik e sua figlia Hifa İkra Şengüler; la bambina era stata, secondo le accuse, vittima di abusi sessuali da parte di un dirigente della Kuran’a Hizmet Vakfı cinque anni fa.
L'episodio si è verificato ieri intorno alle 22:00 sulla spiaggia di Kazlıçeşme. Alcuni cittadini che si trovavano nella zona per pescare hanno notato una bambina immobile in mare e hanno allertato la polizia e i soccorsi. La bambina, estratta dall'acqua dalle squadre di soccorso, è risultata deceduta. Circa un'ora dopo, nello stesso punto, è stato rinvenuto il corpo di una donna.
A seguito delle procedure di identificazione, è stato annunciato che i corpi estratti dal mare appartenevano a Fatma Nur Çelik (30) e a sua figlia Hifa İkra Şengüler (8). Le salme di madre e figlia sono state trasferite all'obitorio dell'Istituto di Medicina Legale dopo i rilievi effettuati sul posto.
IL PROCESSO ERA IN CORSO
È emerso che Fatma Nur Çelik stava tenendo un presidio di giustizia mentre era in corso il processo avviato con l'accusa che un dirigente della Kuran’a Hizmet Vakfı avesse abusato sessualmente della figlia quando aveva tre anni.

LA DICHIARAZIONE DEL MINISTERO DELLA FAMIGLIA:
È giunta una dichiarazione in merito da parte del Ministero della Famiglia e dei Servizi Sociali. Nella nota si legge quanto segue:
"Per la bambina, oggetto di notizie da tempo e che si sostiene sia stata vittima di abusi da parte del padre biologico, è stata applicata una misura di salute e consulenza con decisione del 2° Tribunale per i Minorenni di İstanbul Anadolu. Poiché è emerso che i controlli sanitari non venivano eseguiti regolarmente, sono stati intrapresi i lavori necessari affinché il processo di cura non venisse interrotto, tuttavia non è stato possibile ottenere risposte positive alle indicazioni fornite a causa dell'atteggiamento di rifiuto della madre."
Il 13.02.2026 è stata ricevuta l'informazione che la bambina era stata ricoverata in un ospedale privato della fondazione e il processo di cura è stato monitorato. Nel rapporto del comitato medico è stato indicato che il trattamento psichiatrico in regime di ricovero della bambina poteva essere necessario. Nonostante ciò, gli esperti hanno riferito che la madre non ha accettato le cure e i trasferimenti raccomandati.
"DISPOSTA LA PROTEZIONE, MA NON È STATO POSSIBILE CONTATTARLE"
"Poiché lo stato di salute della bambina era a rischio, il 02.03.2026 è stato emesso un ordine di protezione d'urgenza e la questione è stata deferita alle autorità giudiziarie. Lo stesso giorno ci si è recati all'indirizzo indicato, ma non è stato possibile contattare nessuno. In serata, a seguito di una segnalazione, è giunta la notizia che la madre e la bambina avevano perso la vita."
Questo tragico evento ci ha profondamente addolorato. La questione è sotto indagine da parte delle autorità giudiziarie.
D'altra parte, durante tutto il processo, è irresponsabile e falso che alcuni organi di stampa e organizzazioni della società civile abbiano distorto i fatti, presentando i tentativi del nostro Ministero di proteggere la madre e la bambina come un 'tentativo di separare la madre dalla figlia'.
È inaccettabile che i passi compiuti nell'interesse superiore della bambina vengano presentati in modo da creare una percezione diversa nell'opinione pubblica.
In occasione di questo triste evento, invitiamo ancora una volta tutti i membri dei media e le ONG ad agire con sensibilità e rigore in tali questioni, seguendo le indicazioni delle autorità."
Nella dichiarazione rilasciata dall'Associazione Prima i Bambini e le Donne (Önce Çocuklar ve Kadınlar Derneği) sono state incluse le seguenti espressioni:
"Abbiamo appreso oggi con profondo dolore la notizia della morte delle nostre assistite, la madre Fatma Nur Çelik e sua figlia Hifa İkra Şengüler, di cui abbiamo assunto la difesa nella lotta contro gli abusi. Le nostre assistite non hanno potuto sopportare ulteriormente l'assedio dei reazionari e questo grave dolore che sono state costrette a vivere. Come Associazione Prima i Bambini e le Donne, promettiamo che chiederemo conto fino in fondo di ogni vita che abbiamo perso."
Abbiamo appreso oggi con profondo dolore la notizia della morte delle nostre assistite, la madre Fatma Nur Çelik e sua figlia Hifa İkra Şengüler, di cui abbiamo assunto la difesa nella lotta contro gli abusi.
— Associazione Prima i Bambini e le Donne (@oncecocukkadin) 3 marzo 2026
Come Associazione Prima i Bambini e le Donne, promettiamo che di ogni vita che abbiamo perso... pic.twitter.com/egHEg1OUDi
Fonte della notizia: 12punto
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