Il Ministero farà ricorso contro le pene inflitte agli assassini della piccola Sıla
Il Ministero della Famiglia e dei Servizi Sociali si prepara a presentare appello nel processo per la morte della piccola Sıla, la bambina di 2 anni vittima di abusi sessuali e percosse a Tekirdağ, ritenendo le pene inflitte agli imputati insufficienti. Il Ministero avvierà un iter legale affinché le condanne siano applicate al massimo della pena edittale e senza alcuna riduzione per gli imputati.
Le pene inflitte agli imputati nel processo per la piccola Sıla, aperto in seguito alla tragedia avvenuta a Tekirdağ, hanno suscitato scalpore nell'opinione pubblica. Il Ministero della Famiglia e dei Servizi Sociali, dichiarando di essere intervenuto nel processo fin dall'inizio, ha annunciato che presenterà ricorso una volta pubblicate le motivazioni della sentenza, ritenendo le pene insufficienti.
Il Ministero richiederà che tutti gli imputati e i minori coinvolti nel reato vengano condannati "al massimo della pena, senza l'applicazione di riduzioni discrezionali". Inoltre, avvierà un procedimento legale affinché la madre B.Y. e K.A., padre dell'imputato K.A., vengano condannati per concorso nel reato di "omicidio volontario".

QUALE È STATA LA DECISIONE DEL TRIBUNALE?
Nel processo relativo alla morte della piccola Sıla, il tribunale ha annunciato oggi la sua sentenza.
La madre B.Y.: È stata condannata a un totale di 27 anni e 9 mesi di reclusione per tre distinti reati.
Il minore coinvolto K.A.: Ha ricevuto una condanna a 20 anni e 6 mesi di reclusione per due distinti reati.
Il minore coinvolto G.K.: È stato condannato a 7 anni di reclusione.
Il padre dell'imputato K.A., K.A., e S.Ö., convivente della madre, sono stati invece assolti.

Dopo la decisione del tribunale, il Ministero della Famiglia e dei Servizi Sociali ha sottolineato l'insufficienza delle pene e ha annunciato che presenterà ricorso in appello.
Il Ministero della Famiglia e dei Servizi Sociali, contestando la decisione del tribunale, avanzerà le seguenti richieste:
L'inasprimento delle pene inflitte agli imputati applicando il "massimo della pena" e "senza alcuna riduzione".
Il processo a carico della madre B.Y. e del padre di K.A., K.A., per concorso nel reato di "omicidio volontario".
La condanna dei minori coinvolti nel reato alla pena più severa possibile.
Fonte della notizia: 12punto
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