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Il Ministero del Commercio risponde alle accuse sul commercio con Israele: 'Il commercio si è fermato completamente 23 mesi fa'

Murat Emir del CHP ha sollevato dubbi su esportazioni turche verso Israele per un valore di 176 milioni di dollari tra gennaio e febbraio 2026. Il Ministero del Commercio ha smentito i dati di Emir, dichiarando che il commercio con Israele è stato completamente interrotto da 23 mesi.

Il Ministero del Commercio risponde alle accuse sul commercio con Israele: 'Il commercio si è fermato completamente 23 mesi fa'

Il vicepresidente del gruppo parlamentare del CHP, Murat Emir, basandosi sui dati dell'Ufficio Centrale di Statistica di Israele, ha sostenuto che la Turchia ha effettuato esportazioni verso Israele per 176 milioni di dollari nel periodo gennaio-febbraio 2026. Emir ha affermato che questi dati sono stati pubblicati dall'ufficio centrale di statistica, il cui accesso è stato bloccato da Israele.

Nel suo post, Emir ha criticato i fallimenti del governo in politica estera, dichiarando: "Il commercio che dicevano di aver interrotto è continuato mentre Israele bombardava Gaza e continua tuttora durante la guerra con l'Iran".

LA RISPOSTA DEL MINISTERO DEL COMMERCIO

Il Ministero del Commercio ha risposto duramente a queste dichiarazioni di Emir. Il Ministero ha affermato che il commercio con Israele è stato completamente interrotto da 23 mesi, dichiarando: "Con la decisione presa dalla Repubblica di Turchia il 2 maggio 2024, da ben 23 mesi le esportazioni, le importazioni, il commercio nelle zone franche e il transito commerciale con Israele sono stati completamente sospesi".

Il Ministero ha inoltre sottolineato che non vengono effettuati trasporti aerei o marittimi con bandiera turca o israeliana e che il commercio con Israele è bloccato presso le dogane e le zone franche.

CHIARIMENTI SUL COMMERCIO CON LA PALESTINA

Il Ministero del Commercio ha spiegato che il commercio con la Palestina viene effettuato attraverso due porti israeliani, poiché la Palestina non dispone di porti o dogane proprie.

Nella nota del Ministero si precisa che le spedizioni effettuate con l'approvazione del Ministero dell'Economia Nazionale Palestinese riguardano esclusivamente prodotti destinati alla Palestina e che tali operazioni sono supervisionate dal Ministero dell'Economia Nazionale Palestinese e dal Ministero del Commercio turco.

Il Ministero ha dichiarato di aver interrotto da 2 anni le esportazioni verso Israele, paese verso il quale la Turchia esportava in media 600-700 milioni di dollari al mese prima del 7 ottobre 2023. È stato affermato che in questo periodo si è rinunciato a esportazioni per oltre 13-14 miliardi di dollari. Questa politica della Turchia mira a sostenere la causa palestinese.

Il Ministero ha inoltre richiamato l'attenzione sul fatto che la Turchia invia aiuti medici a Gaza e fornisce assistenza ai fratelli palestinesi. La Turchia si distingue come il primo paese ad aver applicato un embargo economico a Israele.

Il Ministero del Commercio ha reagito alle accuse dei deputati del CHP affermando: "Le notizie false e distorte sono calunnie volte a creare la percezione che la Turchia continui il commercio con Israele". Il Ministero ha dichiarato che le dichiarazioni dei deputati del CHP servono a legittimare il genocidio e le atrocità di Israele.

Inoltre, è stato sottolineato che gli aiuti inviati dalla Turchia alla Palestina continuano senza interruzioni e che il Paese si sta adoperando per far arrivare soccorsi alla popolazione di Gaza.

Il Ministero ha precisato che la Turchia si basa su dati trasparenti pubblicati dal Ministero del Commercio e dall'Istituto di Statistica Turco, definendo i dati condivisi da Emir come errati e distorti. Il Ministero del Commercio ha ribadito ancora una volta che le esportazioni verso la Palestina sono destinate esclusivamente alla Palestina e avvengono attraverso i porti israeliani.


Fonte della notizia: 12punto