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Il Ministero degli Esteri annuncia: 3 turchi hanno perso la vita in un attacco aereo israeliano

Ministero degli Esteri: 3 cittadini turchi che cercavano di passare dal Libano a Israele hanno perso la vita in un attacco aereo israeliano.

Il Ministero degli Esteri annuncia: 3 turchi hanno perso la vita in un attacco aereo israeliano

Il Ministero degli Esteri ha annunciato che tre cittadini turchi, con i quali si erano interrotti i contatti mentre cercavano di entrare illegalmente in Israele dal Libano, hanno perso la vita a seguito di un attacco aereo condotto da Israele in quella zona. Nella dichiarazione rilasciata dal Ministero si legge: "Condanniamo con la massima fermezza questo attacco illegale che ha causato la morte dei nostri cittadini".

Il Ministero ha rilasciato una dichiarazione scritta in merito alla questione.

Nella nota si afferma che tre cittadini turchi, con i quali si erano interrotti i contatti mentre cercavano di passare illegalmente dal Libano a Israele, sono deceduti a causa di un attacco aereo effettuato da Israele nella regione.

Esprimendo cordoglio alle famiglie dei defunti e invocando la misericordia di Dio per i cittadini scomparsi, la dichiarazione ha sottolineato che sono in corso le procedure necessarie per il rimpatrio delle salme in Turchia nel più breve tempo possibile.

"ISRAELE DEVE PORRE FINE AL PIÙ PRESTO ALLE SUE POLITICHE AGGRESSIVE"

Nella dichiarazione è stato affermato: "Condanniamo con la massima fermezza questo attacco illegale che ha causato la morte dei nostri cittadini. Come sottolineiamo in ogni occasione, Israele deve porre fine al più presto alle sue politiche aggressive, che ignorano la vita umana e aumentano la tensione nella nostra regione".

LE FAMIGLIE HANNO AVVISATO LE AUTORITÀ UFFICIALI

Le famiglie dei nostri cittadini, identificati come Sezer Özdemir, Hüseyin Kaya e Çınar Alp Baydenk, hanno informato le autorità ufficiali che i suddetti erano scomparsi al confine libanese l'11 gennaio 2025 e che non si avevano più loro notizie.

È emerso che i tre cittadini turchi si erano già recati in Israele illegalmente in passato utilizzando nomi falsi e che erano stati espulsi dopo aver lavorato nel Paese per un periodo compreso tra i due e i tre anni. È noto che anche in questa occasione i soggetti stavano cercando di passare illegalmente dal Libano a Israele per motivi di lavoro.

A SEGUITO DELL'ATTACCO AEREO

L'ultimo contatto con i tre cittadini turchi è avvenuto nella zona delle Fattorie di Shebaa, sul Monte Dov, dal lato libanese del confine. La stampa israeliana ha riportato la notizia che, nella stessa serata, tre persone non identificate che tentavano di attraversare il confine sono state neutralizzate a seguito di un attacco aereo delle Forze di Difesa Israeliane.

Data la possibilità che le persone in questione potessero essere i nostri cittadini, le ambasciate di Beirut e Tel Aviv hanno contattato le autorità locali.

Secondo le informazioni ottenute dalle autorità locali, l'11 gennaio un gruppo di circa 20 persone, composto da cittadini di vari Paesi, ha tentato di passare illegalmente in Israele attraverso il Libano.

Si è appreso che questo gruppo aveva raggiunto un accordo con un'organizzazione criminale internazionale per entrare in Israele dietro pagamento di una somma di denaro. I trafficanti di esseri umani hanno guidato i cittadini verso un determinato punto inviando la posizione in tempo reale.

I FAMILIARI HANNO PRESENTATO UNA DENUNCIA

I tre cittadini turchi hanno perso la vita la sera dell'11 gennaio a seguito di un'operazione condotta con droni da Israele al confine libanese.

Sembra che i tre cittadini turchi, parte del gruppo di venti persone, siano stati costretti dal leader del gruppo a entrare nella zona in cui Israele stava conducendo le operazioni. Dalle testimonianze di altre persone, si è appreso che se i nostri tre cittadini fossero riusciti ad attraversare il confine lungo quel percorso, anche le restanti 17 persone sarebbero state indirizzate sulla stessa rotta. Sotto questo aspetto, appare evidente che i tre cittadini turchi siano stati indirizzati verso la zona operativa come una sorta di "test".

I familiari hanno presentato una denuncia contro i trafficanti di esseri umani.


Fonte della notizia: 12punto

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