I Gökçek hanno registrato una villa con piscina da 300 milioni come 'casa di fango di villaggio'
È emerso che la villa di lusso a Narlıdere, Smirne, appartenente alla moglie di Ahmet Gökçek, figlio dell'ex sindaco della municipalità metropolitana di Ankara Melih Gökçek, è priva di licenza edilizia e risulta registrata come "casa di fango di villaggio".
Sono emersi problemi di licenza riguardanti la villa situata nel distretto di Narlıdere, a Smirne, appartenente alla moglie di Ahmet Gökçek, figlio dell'ex sindaco della municipalità metropolitana di Ankara Melih Gökçek. Secondo quanto riportato da Sözcü, la struttura a due piani con piscina, il cui valore è stimato in circa 300 milioni di lire, risulta registrata ufficialmente come una casa di fango di villaggio.
È stato precisato che l'edificio, situato nel quartiere Sahilevleri di Narlıdere, sull'isola 8, particella 153, è stato costruito su un'area di 1751 metri quadrati ed è dotato di due piani, piscina e garage coperto. È stato accertato che la struttura non dispone di alcuna licenza edilizia ed è stata costruita abusivamente.
In merito alla villa, con una decisione del consiglio comunale del 26 marzo 2019, ai proprietari è stato concesso un mese di tempo per regolarizzare l'immobile secondo le normative. Poiché al termine del periodo non sono state intraprese le azioni necessarie, l'8 agosto 2019 è stata emessa un'ordinanza di demolizione. Tuttavia, si è appreso che tale decisione non è stata eseguita nonostante siano trascorsi cinque anni.
È stato riferito che la sanzione amministrativa pecuniaria inflitta per la struttura è stata pagata il 16 gennaio 2024. Le autorità hanno precisato che il pagamento della multa non annulla l'ordinanza di demolizione. È stato inoltre segnalato che l'edificio, situato in un'area di interesse naturalistico, è in attesa di demolizione presso la Direzione dei Lavori Pubblici.
D'altra parte, è stato dichiarato che i proprietari della particella hanno presentato una richiesta di numerazione civica, ma che il Comune di Narlıdere ha respinto tale istanza a causa dell'abusivismo della struttura. Per l'edificio, che non risulta registrato all'anagrafe comunale, non è stato possibile attivare nemmeno le utenze di acqua ed elettricità.
È stato precisato che la famiglia Gökçek aveva ottenuto un certificato di registrazione edilizia ai sensi della Legge sull'Edilizia, ma che tale documento non fornisce protezione legale per le strutture abusive. È stata inoltre condivisa l'informazione che il Certificato di Registrazione Edilizia è stato annullato il 30 luglio 2019 dalla Direzione Provinciale dell'Ambiente e dell'Urbanistica.
Fonte della notizia: 12punto
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