Ecco come vengono rubati i dati personali dei cittadini: emerso dagli atti della Procura
A Istanbul, 50 dei 68 sospettati di aver sottratto dati personali dei cittadini tramite un sistema denominato 'panel' e di averli venduti a pagamento sui social media, sono stati rinviati al Tribunale penale di pace dell'Anatolia con richiesta di custodia cautelare.
È stata richiesta la custodia cautelare per 50 persone appartenenti a una banda che otteneva e vendeva illegalmente dati identificativi, indirizzi e informazioni catastali dei cittadini. Nell'atto di rinvio della Procura è emerso che i sospettati si erano infiltrati nel database MERNIS e in altri sistemi informatici ad esso integrati.
Nel corso delle indagini coordinate dall'Ufficio investigativo per i reati di falsificazione, frode e informatica della Procura della Repubblica di Istanbul Anadolu, e condotte dal Dipartimento per la lotta ai crimini informatici, gli individui che ottenevano illegalmente dati personali, contatti, indirizzi, informazioni catastali e dati sull'istruzione dei cittadini, vendendoli poi a pagamento su piattaforme di social media, sono stati catturati e arrestati in un'operazione simultanea condotta in 25 province.
Dei 68 sospettati trasferiti al Palazzo di Giustizia dell'Anatolia, 50 sono stati rinviati al Tribunale penale di pace dell'Anatolia con richiesta di custodia cautelare.
Per l'audizione dei 35 sospettati minorenni coinvolti, l'Ufficio investigativo per i reati minorili ha incaricato 4 pubblici ministeri.
Le deposizioni degli altri sospettati sono state raccolte dall'Ufficio per i reati di falsificazione, frode e informatica della Procura della Repubblica dell'Anatolia, che conduce le indagini.
Al termine degli interrogatori in Procura, 50 dei 68 sospettati sono stati rinviati al giudice di pace di turno con richiesta di custodia cautelare, mentre per i restanti 18 è stata richiesta la misura dell'obbligo di firma.
"ELEMENTO FONDAMENTALE DELLA SICUREZZA DELLO STATO"
Nell'atto di rinvio della Procura della Repubblica si legge quanto segue:
"Per fare un esempio attuale, nel 2003, quando l'America invase l'Iraq, una delle prime azioni compiute fu quella di intervenire sui registri della popolazione e del catasto. Nei periodi in cui i registri della popolazione non venivano tenuti per iscritto, persino le lapidi costituivano una prova importante dell'esistenza di uno Stato o del possesso di un diritto. Pertanto, è un fatto innegabile che i registri della popolazione siano uno degli elementi fondamentali della sicurezza di uno Stato.
È evidente che il sistema MERNIS, attraverso il quale vengono effettuate le interrogazioni con il codice fiscale, sia parte integrante della sicurezza nazionale. Nella valutazione che abbiamo fatto riguardo al modo in cui le informazioni riservate sono state sottratte, riteniamo che, qualora l'autore o gli autori non siano solo utilizzatori del sistema 'panel', ma si trovino nella posizione di coloro che hanno creato il sistema e aggiornato costantemente i dati, l'azione debba essere valutata anche ai sensi degli articoli 244/2 e 244/3 del Codice Penale turco (TCK)."
Nell'atto, in cui si afferma che "i sospettati, dopo aver ottenuto in vari modi le password degli utenti autorizzati o aver ricevuto i dati da persone che li avevano personalmente sottratti, hanno trasferito i dati del database del Sistema centrale di anagrafe (MERNIS) - che dovrebbe rimanere riservato per la sicurezza dello Stato - e di altri sistemi informatici integrati in una schermata di interrogazione chiamata 'panel'", viene spiegato che hanno tratto un ingiusto profitto creando una schermata di interrogazione illegale e caricandola su Internet per ottenere denaro e prestigio nel mondo virtuale.
"POSSIBILITÀ DI ESERCITARE PRESSIONI"
Nell'atto si afferma che esistono elementi che indicano la presenza di un forte sospetto di colpevolezza riguardo ai reati contestati ai sospettati e che, in caso di rilascio, sussiste la possibilità che esercitino pressioni sui testimoni i cui nomi compaiono nel Rapporto di informatica forense ma nei cui confronti non sono ancora stati presi provvedimenti; per questo motivo è stata richiesta la custodia cautelare per i 50 sospettati.
Fonte della notizia: İHA
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