I candidati alla presidenza dell'Iran discutono in diretta: divieti su Internet, velo e leggi...
In Iran, durante il terzo round di dibattiti tra i candidati alla presidenza trasmesso dalla televisione di Stato, sono stati affrontati i temi dei divieti su Internet e dell'obbligo del velo.
Il dibattito, a cui hanno partecipato i 6 candidati in corsa per le elezioni presidenziali che si terranno nel Paese il 28 giugno, è stato trasmesso in diretta dalla televisione di Stato.
L'unico candidato riformista alle elezioni, Masoud Pezeshkian, nel corso del dibattito durato circa 4 ore, ha affermato che i divieti su Internet possono essere giustificati in tempi di crisi ma che, in condizioni normali, danneggiano la popolazione, dichiarando: "Se diventerò presidente, rimuoverò molti dei divieti e delle restrizioni su Internet."
Riguardo all'obbligo del velo nel Paese, Pezeshkian ha usato l'espressione: "Così come in passato non sono riusciti a togliere il velo alle nostre donne, ora noi non possiamo costringerle a indossarlo."
POURMOHAMMADI: "CON I DIVIETI SU INTERNET È NATA LA MAFIA DELLE VPN"
L'unico religioso tra i candidati, Mostafa Pourmohammadi, ha espresso l'opinione che i divieti su Internet abbiano superato il limite, valutando che: "Il filtraggio era corretto fino a un certo punto, ma il suo proseguimento è diventato preoccupante."
Facendo riferimento ai servizi VPN che i cittadini acquistano per aggirare i divieti, Pourmohammadi ha affermato: "L'esistenza della mafia delle VPN emersa con questi divieti svuota le tasche delle persone e mette a rischio la sicurezza."
Pourmohammadi ha precisato che l'obbligo del velo è una "disposizione di legge", ma che non può essere imposto con la forza e che, se eletto presidente, ritirerà la legge attualmente in discussione che prevede varie sanzioni per le donne che non rispettano la norma.
GHALIBAF: CONTRO I DIVIETI SU INTERNET
Il candidato conservatore Mohammad Bagher Ghalibaf ha dichiarato di essere contrario ai divieti su Internet, salvo in situazioni particolari come disordini e proteste nel Paese.
Ghalibaf ha attirato l'attenzione sul fatto che il tasso di utilizzo delle VPN a causa dei divieti è salito al 67%, aggiungendo: "Invece di eliminare il rischio, lo abbiamo aumentato e abbiamo subito danni economici, materiali e morali."
Per quanto riguarda la legge sull'obbligo del velo, Ghalibaf ha affermato che non può essere risolta "senza rispetto, con tensione e violenza".
Ghalibaf ha sottolineato che durante gli interventi della polizia sulle donne "si sono verificati anche episodi dolorosi e questi devono essere fermati".
JALILI PUNTA SULLE APPLICAZIONI LOCALI
Anche il candidato conservatore Saeed Jalili, senza menzionare i divieti su Internet, ha puntato l'attenzione sulle piattaforme locali sviluppate in sostituzione di quelle straniere.
Jalili ha espresso il timore che le piattaforme straniere possano costituire una minaccia per la sicurezza.
Sul tema del velo, Jalili ha dichiarato: "Il velo è l'abbigliamento della presenza sociale delle donne e gioca un ruolo importante nella protezione della loro privacy e nel loro progresso."
ZAKANI A PEZESHKIAN: "NON PERMETTERÒ CHE TU DIVENTI PRESIDENTE"
Alireza Zakani, che si prevede possa ritirarsi a favore degli altri due candidati conservatori Ghalibaf o Jalili, ha sostenuto che i centri elettorali di Pezeshkian e Pourmohammadi lavorano insieme. A quel punto Pezeshkian ha chiesto: "Resterai sicuramente (candidato) fino alla fine?"
Zakani ha risposto: "Io resterò sicuramente e non permetterò che tu diventi presidente." In risposta, Pezeshkian ha affermato: "Questa è una competizione e la decisione spetterà al popolo. Nessuno può ostacolare nessuno."
Fonte della notizia: AA
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