Gli abitanti delle Isole davanti al giudice per le 'proteste contro gli Azmanbüs'
Si è giunti a una nuova fase per quanto riguarda i minibus introdotti nel distretto delle Isole (Adalar) di Istanbul, che hanno causato accese discussioni e proteste. Durante le manifestazioni, proseguite per tutta l'estate, si sono verificati due distinti interventi della polizia e sono stati aperti due diversi procedimenti giudiziari contro un totale di 16 persone con l'accusa di sequestro o blocco di mezzi di trasporto. L'udienza del primo di questi processi si terrà oggi (23 maggio) alle ore 11.00 presso il tribunale delle Isole.
In un annuncio relativo alla questione, l'Iniziativa Civica delle Isole (Adalar Sivil İnisiyatifi) ha dichiarato quanto segue:
"Circa un anno fa, il 15 giugno 2024, 10 nostri vicini sono stati fermati con una pratica senza precedenti nella storia delle Isole mentre esercitavano il loro diritto di protesta, garantito dalla nostra Costituzione, e ora saranno processati venerdì 23 maggio 2025 con una richiesta di pena fino a tre anni di reclusione.
Siamo al fianco dei nostri amici che, esercitando il diritto costituzionale di protesta contro i giganteschi minibus messi in circolazione nonostante le promesse fatte dalle istituzioni, hanno voluto difendere la tradizione di una vita senza traffico nelle Isole, lottando per impedire che le Isole, la cui chiusura al traffico veicolare a motore è certificata dalle decisioni del Consiglio di Tutela, vengano gradualmente aperte al traffico e, di conseguenza, alla speculazione edilizia.
Facciamo appello a tutti gli abitanti delle Isole per l'udienza che si terrà venerdì 23 maggio alle ore 11.00 presso il tribunale delle Isole, al fine di rafforzare i nostri rari rapporti di vicinato e la solidarietà che non sono ancora svaniti! Il sostegno silenzioso che offrirete venendo nel cortile del tribunale il giorno dell'udienza darà forza ai nostri vicini..."
L'Iniziativa ha inoltre aggiunto il commento: “La manifestazione non può essere punita, è un diritto fondamentale. Prendere una decisione che cambierà radicalmente la vita delle persone richiede partecipazione e negoziazione. Minacciare di carcere le persone che esprimono le proprie opinioni per questo diritto fondamentale e che manifestano camminando sul percorso pedonale è un tentativo di ostacolare i loro diritti. È inaccettabile che si cerchi di punire le persone che esercitano il loro diritto di manifestare, chiunque esse siano.”
COSA ERA SUCCESSO?
I minibus, noti come Azmanbüs, sono stati portati nelle Isole, l'unico distretto della Turchia chiuso al traffico veicolare a motore, il 23 maggio 2024, nonostante le dichiarazioni contrarie rilasciate dalle autorità alla popolazione.
In seguito al tumulto causato dai veicoli nel distretto, durante un incontro pubblico organizzato dal Comune delle Isole il 27 maggio, alla presenza del Direttore dell'IETT e dei funzionari della Municipalità Metropolitana di Istanbul (IBB), era stata data la promessa che i veicoli non sarebbero stati messi in servizio finché non fosse stata trovata una soluzione in dialogo con la popolazione. Tuttavia, il 15 giugno, i minibus sono stati immessi sulle strade delle Isole.
Alcune delle centinaia di persone che hanno protestato contro l'accaduto esercitando il proprio diritto costituzionale, con il riflesso di proteggere il territorio in cui vivono, sono state fermate. Il 23 maggio, presso il tribunale delle Isole, saranno processate ai sensi dell'articolo 223 del Codice Penale Turco (TCK), ovvero per il reato di sequestro o blocco di mezzi di trasporto.
Fonte della notizia: 12punto
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