Ristoranti di lusso, guardie del corpo, auto con lampeggianti... Si è spacciato per personale della Presidenza: ecco la 'truffa del Gran Bazar'
Ömer Binici, presentandosi come personale della Presidenza e del MİT, ha guadagnato la fiducia dei commercianti del Gran Bazar creando una vasta rete di truffe. Binici, colto in flagrante dalle squadre del comando provinciale dei carabinieri (KOM) di Istanbul, avrebbe messo a segno un colpo da 100 milioni di lire turche.
Nel cuore di Istanbul, al Gran Bazar, si è consumata una storia di truffa degna di un film. Ömer Binici, presentandosi ai commercianti come un dirigente di un'unità speciale legata alla Presidenza e all'Organizzazione Nazionale di Intelligence (MİT), ha creato una vasta rete di raggiri utilizzando una falsa identità.
Al centro della truffa figurano il gioielliere Berk Ö. e Garabet S., colui che ha fatto conoscere Binici al gioielliere. Garabet S. ha introdotto Binici a Berk Ö. dicendogli: "Ti aiuterà una persona potente all'interno dello Stato".
HA ABBAGLIATO TUTTI CON GUARDIE DEL CORPO, RISTORANTI DI LUSSO E AUTO CON LAMPEGGIANTI
Per guadagnarsi la fiducia, Ömer Binici ha utilizzato metodi che ricordavano quelli di un vero funzionario pubblico. Si è fatto conoscere dai commercianti facendosi accompagnare da persone presentate come "guardie del corpo", viaggiando su auto con lampeggianti e organizzando incontri in ristoranti di lusso.
Binici ha estorto a Berk Ö. prima 100 mila e poi 300 mila dollari, per un totale di 400 mila dollari, espandendo la truffa passo dopo passo. È emerso che una parte dei pagamenti è stata trasferita a Garabet S. come "commissione". Si è appreso che tali dettagli sono stati documentati anche dalle registrazioni delle telecamere.
DIETRO LE QUINTE DELLA TRUFFA DA 100 MILIONI DI LIRE
Secondo quanto riportato da Atakan Irmak del quotidiano Sabah, il Comando della Gendarmeria Provinciale di Istanbul, Dipartimento per la lotta al contrabbando e al crimine organizzato (KOM), ha dato il via all'operazione il 30 aprile.
Binici è stato arrestato mentre entrava in un ristorante di lusso con un'auto dotata di lampeggianti, proprio mentre continuava a perpetrare le sue truffe. Insieme a lui sono state fermate altre persone e, durante la perquisizione, sono stati rinvenuti documenti appartenenti alle vittime, informazioni sui pagamenti e prove digitali.
ARRESTATI E BENI SEQUESTRATI
Nell'ambito dell'indagine condotta dalla Procura della Repubblica di Bakırköy, Binici è stato trasferito in tribunale per la convalida dell'arresto. Insieme a lui sono stati fermati Garabet S. e altre due persone che avevano contribuito a coinvolgere le vittime nella rete di truffe.
Fonte della notizia : 12punto
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