Nuovi sviluppi nell'inchiesta su Can Holding: emerge la testimonianza di Kemal Can, finito in arresto!
È stata resa nota la testimonianza di Kemal Can, presidente del consiglio di amministrazione di Can Holding, arrestato nell'ambito dell'inchiesta sulla società.
Prosegue l'inchiesta per 'contrabbando' e 'frode' avviata dalla Procura della Repubblica di Küçükçekmece, a Istanbul, nei confronti di Can Holding.
Nell'ambito dell'indagine, 10 persone sono state poste in stato di fermo e 6 sono state arrestate, tra cui il presidente del consiglio di amministrazione di Can Holding, Kemal Can. Per il presidente del consiglio di amministrazione di Can Yayın Holding, Mehmet Kenan Tekdağ, è stata invece disposta la misura degli arresti domiciliari.
L'inchiesta si è estesa fino a coinvolgere il Gruppo Ciner, con l'accusa di "riciclaggio di denaro sporco proveniente da attività criminali organizzate durante la vendita di Ciner Medya a Can Holding". È stato emesso un mandato di cattura per Turgay Ciner, patron del Gruppo Ciner, attualmente all'estero.
Mentre 12 persone legate al Gruppo Ciner sono state fermate, Atilla Ciner, figlio di Turgay Ciner, e Gökhan Şen, CEO di Ciner Glass A.Ş., sono stati arrestati e le società del gruppo sono state poste sotto amministrazione giudiziaria.
Mehmet Kenan Tekdağ, rilasciato con l'obbligo di dimora agli arresti domiciliari, si era avvalso della facoltà di non rispondere davanti alla gendarmeria durante il fermo, mentre nella deposizione resa alla procura in merito alla vendita di Ciner Medya a Can Holding aveva dichiarato: "La società che ha acquistato le azioni di Ciner Yayın Holding, di cui sono presidente, è Park Holding, proprietaria delle quote. Ho gestito questa operazione in qualità di capo dell'ufficio legale di Park Holding, la parte venditrice".
Tekdağ, riferendo che la vendita di Ciner Medya a Can Holding è avvenuta per un totale di 575 milioni di dollari, aveva risposto alle accuse sull'utilizzo di 350 milioni di dollari di provenienza incerta durante il processo di acquisizione dicendo: "Non conosco la fonte del denaro relativo alla transazione".
È stata resa nota anche la deposizione di Kemal Can, arrestato nell'ambito dell'inchiesta. Secondo quanto riportato dal quotidiano Sabah, Kemal Can ha descritto le operazioni effettuate durante il processo di acquisizione di Ciner Medya come segue:
"Si trattava della gara d'appalto per l'acquisto della centrale termoelettrica di Çayırhan. In precedenza apparteneva a Turgay Ciner. A causa dei rapporti tra Kenan Tekdağ e Ciner, ho chiesto a Tekdağ, per cortesia, di informarsi se ci fosse qualche ostacolo alla partecipazione alla gara per l'acquisto di questa centrale termoelettrica".
Nella sua deposizione, Kemal Can ha affermato che Kenan Tekdağ ha trasmesso la questione a Turgay Ciner e che quest'ultimo gli ha comunicato di non vedere alcun ostacolo. Ha inoltre dichiarato che Ciner ha sollevato la questione di un'offerta per la vendita della centrale termoelettrica di Silopi e del gruppo mediatico.
"Non ero molto propenso, poiché il settore ci era estraneo e la mia famiglia aveva espresso riserve in merito", ha detto Can, aggiungendo che per l'acquisto di Ciner Medya si era inizialmente concordato un prezzo di 600 milioni di dollari, poi sceso a 575 milioni.
Can ha dichiarato di aver effettuato un pagamento totale di 350 milioni di dollari, di cui 275 milioni in contanti e 75 milioni parzialmente, aggiungendo: "Ho parlato con Turgay Ciner solo durante la fase di negoziazione. Il contributo di Kenan Tekdağ al processo è avvenuto solo all'inizio".
ALLA DOMANDA SUL "DENARO SPORCO", LA RISPOSTA È "QUESTIONE CONTABILE"
Can, che non ha risposto direttamente alle domande sulle accuse di riciclaggio di denaro, ha affermato: "Poiché si tratta di una questione contabile, ritengo sia più corretto che a rispondere siano le autorità competenti".
Fonte della notizia : 12punto
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