Nuovi sviluppi nel caso dei neonati: arriva un'altra denuncia
La famiglia della piccola Havanur Karakoç, deceduta nell'ospedale in cui era stata trasferita tramite il servizio di emergenza 112 a Yalova, ha presentato una denuncia in merito alle accuse riguardanti la cosiddetta "Banda dei Neonati" dopo aver appreso le notizie diffuse dai media.
Il giornalista Emrullah Erdinç ha condiviso con l'opinione pubblica un nuovo sviluppo relativo alla "Banda dei Neonati".
Ha reso noto che la famiglia della piccola Havanur Karakoç, deceduta nell'ottobre 2023, ha cambiato idea dopo aver appreso le notizie diffuse dai media e ha presentato una petizione alla Procura della Repubblica di Yalova, nonostante nelle dichiarazioni precedenti avesse affermato di non voler sporgere denuncia.
La famiglia della piccola Havanur, rimasta in terapia intensiva per circa 2 mesi presso l'ospedale Bağcılar Medilife, ha incluso le seguenti dichiarazioni nella propria petizione:
"In merito al decesso di nostra figlia, se i membri della suddetta banda e l'ospedale hanno delle responsabilità, intendo sporgere denuncia e costituirmi parte civile."
È emerso che la famiglia, che nelle dichiarazioni rilasciate nel giugno 2025 aveva affermato di non voler sporgere denuncia, ha cambiato decisione alla luce delle notizie emerse e delle nuove informazioni diffuse.
La morte della piccola Havanur e le accuse legate alla "Banda dei Neonati" continuano a occupare un posto di rilievo nel processo giudiziario.
COSA ERA SUCCESSO?
L'indagine, avviata in seguito a una segnalazione giunta alla Direzione Provinciale della Salute di İstanbul İl 27 marzo 2023 tramite il CİMER, è stata condotta dall'Ufficio investigativo per i crimini organizzati e i reati di terrorismo della Procura della Repubblica di Büyükçekmece.
Nel fascicolo preparato dalla procura in relazione alla morte di almeno 12 neonati, 19 ospedali e società di servizi sanitari sono stati inclusi come "civilmente responsabili", mentre 47 persone, di cui 22 in custodia cautelare, figurano come "indagati".
Il processo è stato avviato con l'atto d'accusa preparato dalla Procura della Repubblica di Bakırköy, in linea con il fascicolo di 725 pagine. Per gli indagati è stata richiesta una pena detentiva complessiva di 17 mila anni.
La cosiddetta "Banda dei Neonati", nota all'opinione pubblica, trasferiva neonati sani in terapia intensiva tramite il personale ospedaliero e del 112 affiliato alla banda, incassando 8 mila lire turche al giorno dal SGK (Istituto di Previdenza Sociale).
Dalle indagini è emerso che i membri della banda, man mano che prolungavano la degenza dei neonati in terapia intensiva, estorcevano denaro anche alle famiglie sotto forma di spese mediche e per materiali.
La Turchia ha appreso della "Banda dei Neonati" e degli "omicidi di neonati" commessi dagli ospedali complici grazie al servizio del giornalista Emrullah Erdinç. La "Banda dei Neonati" è diventata un tema centrale nel dibattito pubblico dopo che il pubblico ministero Yavuz Engin, che conduceva l'indagine, è stato minacciato nel suo ufficio da Mustafa Kemal Zengin, membro della banda.
È stato accertato che a capo della banda vi era il medico Fırat Sarı, che in passato aveva scontato una pena detentiva per legami con l'organizzazione terroristica PKK.
Nel fascicolo preparato dalla polizia si afferma che Sarı, agendo insieme al dirigente dell'organizzazione, il dottor İlker Gönen, faceva trasferire i neonati negli ospedali con metodi illeciti, senza verificare se le strutture fossero idonee, e garantiva il ricovero prolungato dei piccoli pazienti per ottenere ingenti guadagni dal SGK.
Lo schema dell'organizzazione è il seguente:
Nello schema dell'organizzazione criminale presente nel fascicolo sono stati indicati i nomi del capo, dei dirigenti e dei membri.
Secondo lo schema, Fırat Sarı è il capo dell'organizzazione criminale, mentre İlker Gönen e Gıyasettin Mert Özdemir sono i dirigenti; i membri dell'organizzazione sono stati identificati come Renas Kılıç, Serdar Yüksel, Fehmi Alperen, Hakan Doğukan Taşçı, Hasan Basri Gök, Deniz Korkmaz, Enes Kaan Bölükbaşı, Hüseyin Günerhan, Sümeyye Nur Arslan, Cansu Akyıldırım e Mehtap Sayar.
Fonte della notizia : 12punto
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