Dichiarazione della CTE sulla morte di Faruk Fatih Özer! 'Non si è impiccato con una corda...'
La Direzione Generale delle Carceri e dei Centri di Detenzione (CTE) ha rilasciato una dichiarazione in merito alla morte di Faruk Fatih Özer, fondatore di Thodex, che si trovava detenuto nel carcere di tipo F n. 1 di Tekirdağ.
Faruk Fatih Özer, accusato di aver truffato migliaia di persone attraverso la piattaforma di criptovalute Thodex da lui fondata, arrestato in Albania e successivamente estradato in Turchia, si è tolto la vita nella cella singola in cui era detenuto.
Özer è stato trovato la mattina del 1° novembre nella sua stanza nel carcere di massima sicurezza di tipo F n. 1 di Tekirdağ, appeso alla porta del bagno.
LA PROCURA HA APERTO UN'INDAGINE
Dopo l'accaduto, la Procura della Repubblica di Tekirdağ ha immediatamente avviato un'indagine, mentre la Direzione Generale delle Carceri e dei Centri di Detenzione (CTE) ha pubblicato una nota in risposta alle speculazioni circolate nell'opinione pubblica.
La CTE, precisando che le affermazioni secondo cui Özer si sarebbe impiccato con una corda non corrispondono al vero, ha dichiarato quanto segue:
"È stato accertato che si è impiccato legando tra loro le lenzuola e l'asciugamano da bagno che gli era consentito tenere in cella ai sensi del Regolamento sugli oggetti e materiali consentiti negli istituti penitenziari."
"NOTIZIE E COMMENTI PRIVI DI FONDAMENTO"
Nella nota dell'istituto si sottolinea che, una volta scoperto l'accaduto, il personale è intervenuto rapidamente, ma i controlli effettuati dalle équipe mediche hanno confermato il decesso di Özer.
Nel testo si legge:
"In seguito all'evento, il personale dell'istituto è intervenuto immediatamente chiamando i soccorsi medici; dai controlli effettuati è emerso che il detenuto Faruk Fatih Özer era deceduto.
La nostra Direzione Generale ha incaricato un ispettore per condurre le necessarie verifiche.
Si prega vivamente di non dare credito a notizie e commenti privi di fondamento, sia riguardo al materiale utilizzato per l'atto suicida che alle modalità dell'accaduto."
ERA STATO CONDANNATO A OLTRE 11 MILA ANNI DI RECLUSIONE
Durante il processo, Özer era stato condannato a un totale di 11.190 anni e 6 mesi di reclusione per i reati di "costituzione, direzione e partecipazione a un'organizzazione criminale", "truffa aggravata" e "riciclaggio di beni provenienti da reato".
Nell'atto d'accusa preparato dalla Procura della Repubblica di Anadolu, si affermava che la società "Thodex", fondata con un capitale di 400 mila lire, aveva causato perdite agli investitori attraverso operazioni fraudolente.
Nello stesso fascicolo, per 21 persone, tra cui Özer, era stata richiesta una pena detentiva da 12.164 a 40.562 anni per i reati di "costituzione e direzione di un'organizzazione a delinquere", "truffa mediante l'uso di sistemi informatici" e "truffa da parte di commercianti o dirigenti d'azienda e riciclaggio di beni provenienti da reato".
Özer era stato catturato in Albania il 30 agosto 2022, mentre era ricercato come latitante.
ARRESTATO DOPO L'ESTRADIZIONE IN TURCHIA
Dopo la conferma della decisione di estradizione da parte della Corte d'Appello di Durazzo in Albania, Özer era stato consegnato alla Turchia il 20 aprile 2023 e arrestato il 23 aprile dal giudice di turno presso il Tribunale di Anadolu.
Il 7 settembre 2023, la 9ª Corte d'Assise di Anadolu, emettendo la sentenza, aveva inflitto a Özer le suddette pene detentive di lunga durata.
In sede di appello, la 22ª Sezione Penale del Tribunale Regionale di Giustizia di Istanbul aveva annullato alcune disposizioni del tribunale di primo grado, disponendo la scarcerazione di Özer per il reato di "costituzione di un'organizzazione a delinquere", confermando tuttavia la detenzione per gli altri reati.
A seguito del rinvio del fascicolo, il processo a carico dei 21 imputati, tra cui Özer, era stato riavviato.
Fonte della notizia : 12punto
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