Dibattito sui viceministri nell'AKP: sta tornando il sistema dei sottosegretari?
I viceministri, finiti al centro dell'attenzione per gli stipendi elevati e i compensi derivanti dai consigli di amministrazione, sono diventati oggetto di discussione all'interno dell'AKP. Mentre il vicepresidente Cevdet Yılmaz è intervenuto ordinando una riduzione degli stipendi, è stato riferito che si sta valutando anche l'opzione di ripristinare il sistema dei sottosegretari.
Nei corridoi dell'AKP cresce il malumore nei confronti dei viceministri. Si discute della possibilità di ripristinare la carica di sottosegretario, abolita nel 2018 con il passaggio al sistema di governo presidenziale. Questa volta, a innescare la polemica non sono solo la meritocrazia o la definizione dei ruoli, ma gli stipendi elevati e i redditi percepiti da più fonti.
Le retribuzioni dei consigli di amministrazione hanno suscitato reazioni
Secondo le indiscrezioni, a creare serio disagio all'interno dell'AKP non sono solo gli alti stipendi che i viceministri ricevono dallo Stato, ma anche il fatto che percepiscano compensi dai consigli di amministrazione delle partecipate pubbliche. Alcuni esponenti del partito, preoccupati che le reazioni possano riflettersi sull'opinione pubblica, sostengono che i problemi strutturali del sistema debbano essere riesaminati con urgenza.
L'intervento di Cevdet Yılmaz
Si è appreso che, in seguito a queste discussioni, il vicepresidente Cevdet Yılmaz è passato all'azione. Secondo quanto riportato nella rubrica "Duvarların Dili Olsa" del quotidiano Nefes, Yılmaz ha dato istruzioni affinché gli stipendi dei viceministri vengano equiparati a quelli dei direttori generali. Secondo la stessa fonte, Yılmaz avrebbe dichiarato di essere "pronto ad affrontare" tutte le reazioni che questa decisione potrebbe scatenare.
Aggiunto un articolo alla legge omnibus
La ricerca di soluzioni da parte dell'AKP non si è limitata alle sole istruzioni. Secondo le informazioni trapelate, con un articolo aggiunto alla legge omnibus, gli stipendi dei viceministri sono stati ridotti al livello di quelli dei direttori generali. Questo passo mira a placare le reazioni dell'opinione pubblica e a dimostrare sensibilità riguardo alla spesa pubblica.
La formula del sottosegretariato sul tavolo
Tuttavia, oltre agli stipendi, si discute anche di un cambiamento più radicale nel funzionamento del sistema. All'interno dell'AKP sta guadagnando terreno l'ipotesi di far tornare in servizio i sottosegretari, che prima del 2018 erano i burocrati di più alto livello dei ministeri, sostituendo così i viceministri.
COSA ERA SUCCESSO?
Nelle indiscrezioni emerse la scorsa settimana, era stato sostenuto che i 4-5 viceministri in servizio in ogni ministero fossero considerati poco efficienti, che in alcuni ministeri si stessero verificando gravi problemi a causa di fazioni interne e che si sarebbe intervenuti in merito.
Era stato riferito che gli esponenti dell'AKP avessero iniziato i preparativi per l'abolizione delle cariche di viceministro e il ritorno ai sottosegretariati.
Fonte della notizia : 12punto
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