Dettaglio curioso nella difesa del Ministero della Difesa sui sottotenenti: cosa si intendeva con 'spie'? Appello aperto a Yaşar Güler
Nella causa intentata dai 5 sottotenenti espulsi dalle Forze Armate turche per aver dichiarato "Siamo i soldati di Mustafa Kemal", ha destato attenzione il termine "agenti" utilizzato nella memoria difensiva presentata dal Ministero della Difesa Nazionale. L'editorialista di Gazete Pencere, Uğur Ergan, ha rivolto un appello al Ministro della Difesa Nazionale Yaşar Güler in merito alla questione. Ecco i dettagli...
È stato riferito che il Ministero della Difesa Nazionale (MSB) ha presentato per la prima volta una difesa ufficiale nella causa intentata dai 5 sottotenenti espulsi dalle Forze Armate turche (TSK) con l'accusa di indisciplina per aver dichiarato "Siamo i soldati di Mustafa Kemal". Il contenuto di tale difesa ha sollevato un nuovo dibattito nell'opinione pubblica.
Mentre la giornalista e firma di 12 Punto, Müyesser Yıldız, ha portato all'attenzione pubblica gli sviluppi del caso, ha destato particolare attenzione l'espressione contenuta nella difesa del Ministero: "È naturale che le TSK espellano dal proprio interno gli AGENTI che ostacolano il servizio, danneggiano il meccanismo amministrativo e l'esecuzione del servizio pubblico che hanno assunto". Il termine "agenti" utilizzato nella difesa è stato interpretato dall'opinione pubblica come un'allusione allo "spionaggio".
Anche il giornalista Uğur Ergan ha sollevato la questione, rivolgendo un appello aperto al Ministero della Difesa. Nel suo articolo, Ergan ha sottolineato che quando si dice "agente", la prima cosa che viene in mente alla società è "spia", ponendo l'interrogativo se si volesse rivolgere ai sottotenenti un'accusa di spionaggio.
Uğur Ergan ha affermato che anche Müyesser Yıldız ha sentito questa espressione per la prima volta. Ergan ha riferito che, riguardo a quella parte della difesa, Yıldız ha detto: "Nemmeno io ho capito. Volevano forse dire personale?"
Uğur Ergan, che ha esordito dicendo "Ora chiedo al Ministero della Difesa Nazionale", ha proseguito il suo articolo così:
Cosa intendevate per i giovani sottotenenti usando il termine "agenti"? Volevate chiamare i sottotenenti "spie" o intendevate il "personale" che rappresenta le TSK?
Se intendevate "personale", perché creare confusione usando un'espressione che accusa dei ragazzi giovanissimi di "spionaggio"?
E se invece volevate dire "spie", non vi siete accorti che erano "spie" durante i 5 anni di formazione all'Accademia Militare, inclusa la preparazione alla lingua straniera, o addirittura prima, durante i controlli di sicurezza? O vi siete ricordati che fossero "spie" solo quando hanno detto "Siamo i soldati di Mustafa Kemal", magari su istruzioni arrivate da qualche parte?
Vediamo cosa dirà il signor Yaşar, che ignora le critiche del tipo "Siete diventati così insensibili? Che modo di spiegare è questo?" riguardo alla sua dichiarazione: "Stanno lanciando un drone, il drone è arrivato e ha colpito uno dei nostri Mehmetçik che è diventato martire", in merito all'espressione "agenti" usata nella difesa?
Fonte della notizia : 12punto
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