Erdoğan: Siamo tutti sulla stessa barca, 85 milioni di persone
Il presidente dell'AKP e capo dello Stato Erdoğan ha parlato durante il programma speciale per il Giorno della Vittoria del 30 agosto tenutosi al Palazzo presidenziale. Nel suo discorso, Erdoğan ha preso di mira l'opposizione e le critiche rivolte alla sua persona.
Il programma, a cui hanno partecipato circa 2.000 invitati tra cui alti ufficiali militari, autorità statali e capi delle missioni diplomatiche straniere, è iniziato con i concerti di benvenuto dell'Unità Mehter del Ministero della Difesa Nazionale e della Banda del Comando Generale della Gendarmeria.
Dopo il concerto, il presidente dell'AKP e capo dello Stato Erdoğan ha rilasciato alcune dichiarazioni.
Sottolineando l'importanza del "fronte interno" in relazione alle reazioni in tutto il Paese, Erdoğan ha affermato: "Nella vita delle nazioni ci sono difficoltà economiche e la tensione politica può aumentare di tanto in tanto. Possono sorgere disaccordi tra i vari segmenti della società. La competizione è un elemento indispensabile della vita sociale, politica ed economica. Non è realistico, né corretto, aspettarsi che 85 milioni di persone siano d'accordo su ogni questione. Né le difficoltà economiche passeggere né le discussioni politiche quotidiane possono arrecarci danni permanenti".

Erdoğan ha proseguito il suo discorso con le seguenti parole:
"Se si apre una breccia nella nostra fortezza interna, sarà difficile rimediare. Ne pagheremmo tutti il prezzo. Credo che nessuno che ami la propria nazione e si senta parte di questa terra permetterà che si verifichi un gioco a somma negativa. Ultimamente siamo testimoni di varie provocazioni.
Vediamo il luogo pericoloso verso cui questo linguaggio sporco vuole trascinare il Paese. Non cadremo nella trappola degli apparati della quinta colonna. Siamo tutti sulla stessa barca, 85 milioni di persone. Anche se le nostre opinioni politiche, le nostre origini e le nostre fedi sono diverse, viviamo tutti sotto lo stesso cielo e sulla stessa terra patria.
Stiamo camminando con passi fermi verso il nostro ideale di una Turchia pienamente indipendente; non cadremo nella trappola degli apparati della quinta colonna che sputano veleno dalle loro tastiere!"
Fonte della notizia: AA
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